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DAL 2015 ALL’UBOLDO NON SI PARTORIRÀ PIÙ
La
Giunta Regionale, lo scorso 7 ottobre, ha deciso di chiudere a
breve tre punti nascita, tra cui quello del nostro Ospedale.
Una decisione che sta suscitando parecchie reazioni negative e
proposte di mobilitazione.
È
giunta del tutto inaspettata la decisione della Giunta regionale
lombarda. Negli scorsi mesi le indiscrezioni davano il punto
nascita di Melzo come destinato alla chiusura e infatti in
quella città c’era stata una generale mobilitazione. La delibera
regionale ha colto di sorpresa anche il nostro Primo cittadino,
Eugenio Comincini, che sulla base di quanto discusso nella
Conferenza dei Sindaci dell’ASL Milano 2 dello scorso luglio, a
cui ha partecipato, si aspettava tempi più lunghi per la
decisione e si sentiva rassicurato, per il nostro punto nascita,
dai dati: Melzo, negli ultimi tre anni non ha mai superato i 500
parti, mentre l’Uboldo è sempre stato superiore.
Aumentare i livelli di sicurezza, migliorare la qualità
e l'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso
nascita, attraverso un piano riorganizzativo dei punti nascita
che interessa le Aziende Ospedaliere di Treviglio, Lecco e
Melegnano. E' quanto ha deliberato lo scorso 7 ottobre – come
informa l’agenzia di stampa Lombardia Notizie - la Giunta
di Regione Lombardia.
Le linee di indirizzo nazionali del 16/12/2010 - ricorda la
Regione - stabiliscono la razionalizzazione e l'ottimizzazione
dei punti nascita con particolare attenzione a quelli che fanno
registrare annualmente un numero di parti inferiore a 500. Da
qui l'atto che vede direttamente interessati i punti nascita
dell'Ospedale Civile "San Giovanni Bianco", della "G.B. Mangioni
Hospital S.p.A." e dell'Ospedale 'Uboldo' di Cernusco sul
Naviglio che termineranno la loro attività al 31 dicembre 2014.
“Garantire la massima sicurezza alle famiglie” -
"La letteratura medica da tempo conferma come per garantire più
sicurezza nel percorso nascita – ha affermato l'assessore alla
Salute Mario Mantovani - ci siano alcune condizioni
fondamentali, sicurezza che non dipende esclusivamente dalla
disponibilità di tecnologie all'avanguardia, ma soprattutto
dall'esperienza di chi le utilizza."
Da diversi anni i punti nascita dei tre ospedali citati –
precisa la Regione - registrano un numero di parti inferiore a
quello indicato dalla normativa (ma per l’Uboldo non
sembrerebbe così!). "Senza aspettare direttive regionali,
già i cittadini di questi territori privilegiano da anni altre
strutture. Regione Lombardia – ha spiegato Mario Mantovani, alla
luce dei dati ufficiali - pertanto da una parte prende atto
delle scelte di questi territori, dall'altra vuole valorizzare
comunque le singole realtà andando ad incrementare servizi ed
opportunità."
L’assessore ha poi aggiunto che “in accordo con la dirigenza di
ASL ed AO locali, avvieremo così l'implementazione di attività
ambulatoriali e di assistenza per donne e neonati, oltre che il
rafforzamento del servizio di continuità assistenziale.”
Un unico punto nascita a Melzo -
Il
provvedimento della Giunta prevede la riorganizzazione
complessiva dei punti nascita dell'Azienda Ospedaliera di
Melegnano, con la concentrazione in unico punto delle attività
attualmente svolte presso l'Uboldo e il Santa Maria delle Stelle
di Melzo. La costituzione di un'unica unità organizzativa presso
l'Ospedale Santa Maria delle Stelle di Melzo - precisa la nota
informativa della Regione - è fortemente favorita dagli elevati
standard garantiti da questa struttura sanitaria. La Giunta
regionale ha quindi autorizzato l'Azienda Ospedaliera di
Melegnano a procedere all'adeguamento delle attività
ambulatoriali dei presidi di Cernusco sul Naviglio e Melzo, così
da mantenere l'elevato livello di assistenza offerto alle donne
ed ai neonati; a potenziare le attività finalizzate alla
continuità assistenziale ospedale/territorio; a consolidare
ulteriormente le attività ambulatoriali presso il presidio di
Melzo al fine di incrementare l'indice di attrazione ed il
numero di parti all'anno.
La scelta della Regione ha già suscitato diverse reazioni
a livello cittadino e presto non dovrebbero mancare anche
iniziative di mobilitazione. Da segnalare che nella seduta del
consiglio comunale dello scorso 28 luglio il consigliere Danilo
Radaelli (Sinistra per Cernusco) aveva riportato “la forte
preoccupazione rispetto al futuro degli ospedali (della nostra
zona) per il cronico svuotamento di interi plessi, la continua
chiusura di reparti, la riduzione delle prestazioni
ambulatoriali nei distretti lasciando largo spazio a
insediamenti privati.”
Cernusco sul Naviglio, 13 ottobre
2014
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