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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:
SI CAMBIA, MA NON A CERNUSCO?
Il
governo ha dato il via, il 13 giugno, alla riforma della
Pubblica amministrazione. A Cernusco, invece, si stanno ancora
aspettando, dall’ottobre 2012, i cambiamenti promessi dal
Sindaco.
Il
Governo Renzi ha presentato una serie di misure – contenute in
un decreto legge e in un disegno di legge - che almeno secondo
le attese dovrebbero rivoluzionare l’organizzazione degli uffici
pubblici e migliorare l’efficienza dei servizi offerti ai
cittadini e ridurne i costi.
Mentre
quindi il Parlamento si appresta ad esaminare i provvedimenti
del governo volti, a cambiare il volto della pubblica
amministrazione, dobbiamo prendere atto che nella nostra città
si è ancora in attesa di quei cambiamenti promessi dal Primo
Cittadino, Eugenio Comincini, sin dall’ottobre 2012.
Risale, infatti, a quel periodo l’annuncio, pubblicato sulle
pagine del periodico comunale “Cernusco fuori dal
Comune”, che ”il professor Emanuele Vendramini ha detto sì
all’offerta, proposta dal Comune, di un collaborazione per la
rimodulazione dell’organizzazione dell’Ente al fine di
migliorare, dal punto di vista della quantità e della qualità, i
servizi comunali. Il tutto all'irrisorio stipendio annuale di 1
euro.” Sono passati quasi due anni è di questa collaborazione
non si è saputo più nulla.
Ricordiamo poi che nello scorso giugno, sempre il Primo
cittadino - rispondendo alla Cooperativa Edificatrice Constantes,
che aveva chiesto “regole chiare e tempi certi” nei rapporti con
la burocrazia comunale - aveva ammesso che “sono e siamo
perfettamente consapevoli di pesanti criticità insite nella
macchina comunale e nella struttura tecnica in particolare: il
Sindaco e la Giunta stanno operando per rinnovare profondamente
la prassi e le modalità di gestione dei servizi e delle pratiche
in modo da garantire tempi certi e rispondere a comprensibili e
motivate ragioni di disagio di molti utenti.”
È poi del dicembre scorso una delibera di giunta comunale nella
quale si precisava che “è intenzione dell’amministrazione
comunale procedere ad una rivisitazione della struttura
macro-organizzativa del Comune, al fine di renderla maggiormente
rispondente alle proprie esigenze strategiche, in un’ottica di
razionalizzazione dell’articolazione delle unità organizzative
di massimo livello ed efficientamento dei processi decisionali e
produttivi”. Nell’attesa di definire tutto questo, furono
prorogati sino al 30 aprile 2014 gli incarichi dei dirigenti
comunali in scadenza al 15/12/2013.
Con una successiva delibera di giunta comunale del 23 aprile
2014 - “atteso che la rivisitazione organizzativa della
macro-struttura del Comune non è stata ancora definita” - gli
incarichi dirigenziali sono stati ulteriormente prorogati sino
al 14/12/2014.
Punto di vista -
Legittimo domandarsi, a questo punto, quanto si dovrà ancora
attendere prima di poter vedere gli annunciati cambiamenti? Come
sembrano lontane le parole del premier Renzi – pronunciate lo
scorso 11 aprile durante la visita al Salone del Mobile di
Milano – quando, di fronte alla necessità di far ripartire
l’economica e di incoraggiare gli investimenti di alcuni settori
produttivi, aveva annunciato “una violenta lotta alla
burocrazia. Non abbiamo alternative. E parlando di violenta
lotta alla burocrazia, la politica deve partire da se stessa.”
La fretta del Presidente del Consiglio non sembra essere la
stessa del nostro Sindaco. Probabilmente perché la
“rivisitazione organizzativa” comunale non è solo un problema
amministrativo ma incide anche sui rapporti politici tra le
diverse componenti della maggioranza. C’è da sperare che le
nuove norme varate dal Governo servano a dare, finalmente, una
spinta per attuare l’attesa riorganizzazione cernuschese.
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 16 giugno 2014
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