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CHIUSA ANCHE LA SALA BINGO
Dopo
la chiusura della sala scommesse di viale Assunta dello scorso
15 maggio, la stessa sorte è toccata, lo scorso 28 maggio, alla
Sala Bingo di via Torino.
Mentre
la prima decisione è stata motivata dalla mancanza delle
prescritte autorizzazioni, sulla seconda rimane il massimo
riserbo sui motivi che hanno indotto la Questura di Milano ad
adottare il provvedimento. La cui gravità deriverebbe dal fatto
che non si tratterebbe di una decisone temporaneo ma bensì
definitiva. Ricordiamo che già in passato la Sala Bingo
cittadina, una delle prime ad aprire in Italia, era stata al
centro di indagini e provvedimenti della magistratura.
La
preoccupazione che più volte abbiamo manifestato sulla numerosa
presenza in città di luoghi di gioco e scommesse si è dimostrata
più che fondata
Videogiochi nei bar -
Rimane
però il problema delle slot machine e videopoker
presenti nei bar della città. Basta fare un giro in centro
storico per rendersi conto di quanti solo. Alcuni Comuni, per
esempio, da ultimo Buccinasco, hanno deciso di ridurre la Tari
(tassa sui rifiuti) per i bar che non hanno i giochi: «un atto
politico – informa il Comune a sud di Milano - importante per
favorire e incentivare la scelta etica di non avere all’interno
dei bar e ristoranti slot machine e videopoker. In
pratica agli esercizi commerciali “no slot” la tariffa della
Tari sui rifiuti sarà applicata con una riduzione pari alla metà
della tassa totale.» Per gli amministratori di Buccinasco
«un’amministrazione comunale ha il dovere di metter in atto
azioni amministrative che vadano incontro a scelte etiche
coraggiose: è il caso di chi rinuncia o rinuncerà ad avere
all’interno del proprio bar quegli apparecchi legali ma anche
potenzialmente dannosi per la salute di chi purtroppo diventa
giocatore patologico.» A Cernusco perché sinora non si è fatto
qualcosa di simile?
Marchio “No slot” –
La Regione ha intanto scelto il
marchio "No Slot" (ai sensi dell'art.
4,
comma 2,
della legge regionale
n.
8 del 21 ottobre
2013,
"Norme
per la prevenzione
e il trattamento
del gioco
d'azzardo
patologico")
che sarà
rilasciato
a cura
dei
Comuni
agli
esercenti
di pubblici
esercizi,
gestori
di
circoli
privati
e
di
altri
luoghi
deputati
all'intrattenimento,
che scelgono
di
non installare apparecchiature
per il gioco d'azzardo.
È stato scelto il marchio
presentato da un istituto tecnico di Busto Arsizio. Per i locali
“No slot” la Regione ha previsto degli sgravi fiscali.
Cernusco sul Naviglio, 9 giugno 2014
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