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BCC: “PRONTI PER SCELTE IMPORTANTI”
L’assemblea dei soci è scivolata via tranquilla, pur avendo 11
punti all’ordine del giorno. Si è ravvivata solo quando si è
accennato alla prospettiva di una possibile fusione.
Nella
consapevolezza che “oggettivamente la crisi non è ancora alle
nostre spalle”, come hanno scritto gli amministratori della BCC
Cernusco nella loro Relazione al Bilancio 2013, ma che, con
essa “abbiamo imparato a convivere” e che “per assicurare un
futuro alla banca di questa comunità il cammino è ancora lungo
e, probabilmente, ci dovremo preparare ad affrontare scelte
delicate ed importanti” si è svolta, domenica 25 maggio,
l’assemblea dei soci del credito cooperativo locale. Convocata,
quest’anno, all’Enjoy Sport Center di via Buonarroti. Presenti
in 819, di cui 409 per delega, su un totale di oltre 5.700 soci.
«Siamo
convinti che i risultati conseguiti, stante il difficile
contesto nel quale la Banca si è trovata ad operare, siano da
giudicarsi complessivamente positivi, così come valutiamo
positivamente anche quelli conseguiti nella sfera dei valori
“intangibili”, ovvero l’aver ricostruito un rapporto sereno con
la comunità locale ed aver lavorato allo sviluppo delle qualità
professionali della struttura. In questo senso pare
significativo sottolineare come, nell’arco di un triennio, siano
stati effettuati ben 376 interventi di sostegno ad associazioni
del territorio che, attraverso il loro operato, migliorano il
livello qualitativo di vita delle nostre comunità, erogando nel
complesso poco meno di 500 mila euro. Particolarmente denso di
significati è anche il fatto che la Banca abbia continuato,
nonostante l’imperversare della crisi, ad essere un motore di
sostegno per la comunità locale in tutte le sue componenti:
famiglie, imprese ed associazioni che operano per mantenere
positivo il livello di qualità della vita nel territorio.» Ciò
che gli amministratori hanno rimarcato più volte è che la BCC
“non ha chiuso i rubinetti del credito” pur in presenza di una
minore propensione agli investimenti da parte delle famiglie e
delle imprese.
Il
direttore generale della BCC, Luca Frecchiami, ha indicato
alcuni punti di forza della banca: incremento crediti non
esigibili contenuto e livello di copertura per crediti
inesigibili superiore alla media delle BCC lombarde; come pure
un risultato lordo prima delle imposte di euro 1,787 milioni di
euro (contro 1,687 dello scorso anno) quando la maggior parte
delle altre consorelle regionali o hanno chiuso in perdita o con
un utile non superiore a trecentomila euro. Mentre i punti di
debolezza li ha indicati nella prossima entrata in vigore della
normativa europea (“Basilea 3”), che pone i medesimi vincoli
alle piccole e grandi banche, e nel limitato patrimonio netto,
che condiziona l’operatività del credito cooperativo cittadino.
L’assemblea è scivolata via tranquilla, pur avendo 11 punti
all’ordine del giorno (tra parte ordinaria e straordinaria). Si
è ravvivata solo in occasione di alcuni interventi dei soci. In
particolare, quando si è accennato alla prospettiva di una
possibile fusione. A questo riguardo, Angelo Melzi,
ex-presidente della BCC, si è detto “convinto che si può andare
avanti da soli”, ma per riuscirci occorre che i nuovi
amministratori “si pongano obiettivi ambiziosi (tornare a
remunerare i soci, creare nuovi prodotti, decidere rapidamente …
). In questi ultimi tre anni, a suo parere, “non c’è stato
sviluppo”. E se proprio alla fine alla fusione si arriverà,
dovrà essere almeno “con pari dignità”. Medesimo concetto
ripetuto da un altro socio.
Il
presidente della BCC Cernusco, Enio Sirtori, ha precisato che
”la fusione è un argomento assolutamente all’ordine del giorno”
e che sono in corso numerosi contatti: “non molliamo su nessuno”
e “non escludiamo la BCC di Carugate-Inzago”. Sirtori ha anche
aggiunto che dalla “Banca d’Italia non ci fanno urgenza”,
facendo però capire che quella della fusione sembra ormai la
direzione di marcia segnata.
Dopo
aver approvato tutti i punti all’ordine del giorno, si è passati
alla votazione per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci.
Alla presidenza riconfermato Enio Sirtori, unico candidato. Tra
i consiglieri, riconfermati Assi Pierluigi, Comi Maurizio e
Marasco Angelo; mentre i nuovi eletti sono Assi Fulvio, Di Bello
Raffaele, Guzzi Stefano, Goretti Guido, Mariscalco Inturretta
Carmen.
Presidente del collegio sindacale è stato eletto Aldo Brunetti,
già sindaco effettivo e unico candidato; mentre gli altri due
componenti dell’organo di controllo sono Rigoldi Auro e Finaldi
Emanuele.
«La
cooperazione – scrivono gli amministratori della BCC nella loro
Relazione - è un patrimonio che deve essere tutelato e
valorizzato, anche in una prospettiva intergenerazionale, in
quanto si fonda sul principio di democrazia partecipativa,
svolgendo un ruolo di motore di sviluppo economico e di crescita
sociale che sostiene la nascita dell’imprenditoria (soprattutto
giovanile), nonché la valorizzazione delle qualità
imprenditoriali e delle persone» e «grazie al legame con il
territorio può contribuire in modo rilevante alla crescita della
comunità»
Punto di vista -
Ne siamo assolutamente convinti: la cooperazione può essere un
motore importante di sviluppo per la nostra città, ma non solo.
La cooperazione è un patrimonio, per Cernusco: dal credito al
consumo, dall’edilizia alla scuola paritaria, dalla sociale alla
produzione e lavoro. Cernusco è diversa dalle altre cittadine
limitrofe anche perché è città della cooperazione. Si tratta di
un patrimonio che però deve essere continuamente valorizzato e
aggiornato, perché il contesto odierno è profondamente diverso
da quello del passato, anche più recente.
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 26 maggio 2014
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