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VILLA ALARI: PIÙ
NESSUNO NE PARLA
In
Villa Gervasoni, all’angolo tra via Cavour e via IV Novembre, il
2 marzo 2007 fu sottoscritto l’atto notarile per l’acquisizione,
da parte del Comune, della Villa Alari. Sono quindi passati poco
più di sette anni da quel giorno e purtroppo la prestigiosa
residenza dei conti Visconti di Saliceto non ha ancora trovato
la sua nuova destinazione.
L’ultima volta che si parlò pubblicamente di Villa Alari
fu nella seduta del consiglio
comunale del 8 novembre 2012, quando il consigliere
Gianluigi Frigerio (Forza Italia) chiese al Sindaco
aggiornamenti sulle condizioni di Villa Alari e sui progetti
dell’amministrazione comunale ai fini del suo riutilizzo. In
quella circostanza il Primo Cittadino, Eugenio Comincini,
rispose che «l’ultima volta che fu aperta, nel marzo 2012, in
occasione della Giornata del Fai - tutti hanno potuto
constatare il suo stato di conservazione. A differenza di quanti
hanno votato per l’acquisizione della Villa – proseguì poi
Comincini - che sostenevano che sarebbero stati sufficienti solo
cinquecentomila euro per rimetterla a posto, noi, invece,
abbiamo dovuto prendere atto che ci vogliono alcuni milioni di
euro. Tutti gli interlocutori che si sono fatti avanti in questi
anni hanno ritenuto troppo oneroso il costo per sistemarla:
nelle condizioni attuali di mercato, l’investimento per
rimettere a posto la Villa e per gestirla è da loro considerato
economicamente non sostenibile e finanziabile.» Il Sindaco
aggiunse poi che l’acquisto della Villa era «un’operazione che
non si doveva fare. Detto questo ci rimane il cruccio di trovare
una soluzione. Non mi pare che in città ci siano stati, in
questi ultimi anni, soggetti (partiti, operatori privati, forze
sociali) che abbiano elaborato ipotesi economicamente
sostenibili» e comunque «chi ha idee interessanti si faccia
avanti», assicurando che «l’amministrazione comunale si sta
impegnando per trovare delle soluzioni.» Il Sindaco annunciò
anche che per il 2013 erano previsti «un intervento poderoso sul
tetto e in seguito nei giardini circostanti la storica
residenza.» Qualcosa è stato fatto, ma non certamente nella
consistenza annunciata, e qualcos’altro dovrebbe essere fatto
nei prossimi mesi.
L’attuale Sindaco, quando sedeva sui banchi dell’opposizione,
voto contrò l’acquisizione di Villa Alari,
motivando così la sua decisione: «il problema non è la
contrarietà ad acquisire a patrimonio pubblico Villa Alari, ma
la mancanza di progetto che è correlata a questo piano.
Si è voluto correre per acquisirla, in vista delle elezioni
(quelle comunali del 2007), in modo da aver qualcosa in mano
da sbandierare per far dimenticare i tanti altri errori e
problemi che in questa città comunque continuano ad esserci”
aggiungendo anche: “se porterete il merito di aver acquisito la
Villa, porterete anche la responsabilità di non aver saputo
cogliere l’opportunità di valorizzare tutto l’asse di via
Cavour; di aver perso l’occasione storica di valorizzare quella
quinta naturale che da Villa Greppi e dal Palazzo Viganò guarda
verso il Naviglio e il Santuario di Santa Maria. L’aver concesso
la possibilità di costruire un obbrobrio al posto dei vecchi
padiglioni dei frati non sarà un merito che vi verrà ascritto.”
Chissà che cosa penseranno gli ultimi Visconti che hanno abitato
in questa storica Villa:
Alfonso di Saliceto di cui ricorre quest’anno il 90° della morte
e la contessina Valentina deceduta settant’anni fa?
Punto di vista -
Da oltre quindici mesi più nessuno, maggioranza e
opposizione, parla di Villa Alari, eppure è un bene acquisito a
patrimonio comunale: quindi dovrebbe interessare tutti. Siamo
consapevoli che il momento attuale è il meno favorevole per dare
un futuro e definito assetto alla Villa – per le difficoltà e i
vincoli in cui si dibatte la finanza pubblica e per la crisi
economica che continua a incidere sull’economia nazionale
scoraggiando gli interventi dei privati – ma questo non esime
l’amministrazione comunale dal cercare e dall’esplorare delle
possibili soluzioni, coinvolgendo tutte le formazioni presenti
in consiglio comunale, e dal provare a individuare e sollecitare
un contributo dalle componenti della società civile che possono
offrire suggerimenti e risorse in tal senso, anziché aspettare
che “chi ha idee interessanti si faccia avanti”. Pensando anche
a un “report” semestrale, da presentare in consiglio comunale,
sullo stato dell’immobile e delle ipotesi in campo.
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 24 marzo 2014 |