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DIGITALE ALL’AGORÀ: AL PASSO COI TEMPI
MA PER COSTRUIRE RELAZIONI
È
stato un giovane volontario dell’Agorà, Paolo Villa, a spiegare,
in modo spigliato e con indubbia competenza, l’importanza del
passaggio dalla proiezione tradizionale, con la vecchia
pellicola di celluloide, a quella con il digitale, in cui il
film arriva alla Sala in una moderna valigetta contenente un
hard disk.
Addio
alle vecchie “pizze” che hanno fatto la storia del cinema. Con
il nuovo sistema di proiezione – illustrato nel corso della
serata dello scorso 18 marzo al cinema Agorà di via Marcelline –
è stato spiegato che le immagini sono più nitide e stabili, i
colori più brillanti e i contrasti incredibili. Agorà ha scelto
il sistema digitale Sony 4k e il breve filmato dimostrativo del
nuovo sistema di protezione ha sorpreso favorevolmente i
presenti.
Anche l’impianto audio è passato
al digitale con il risultato di “eliminare fruscii,
trascinamenti, problemi di testine e di ottenere effetti audio
più realistici: “meglio di così – ha spiegato il volontario - in
questa Sala non potevamo fare”. Che ha aggiunto: “Agorà è uno
dei pochissimi cinema in Italia ad avere amplificatori anche
dietro lo schermo per ottenere così risultati audio migliori.”
Attraverso la
combinazione dei canali di riproduzione – caratteristica
dell’audio digitale - i suoni non provengono più solo dai lati
del palco e da dietro ma anche dal davanti e intorno, come se si
muovessero dentro la Sala. Il
giovane tecnico ha anche aggiunto che
la Sala è stata tutta cablata con possibilità adesso di
collegarsi per videoconferenze e anche per trasmettere in
diretta eventi sportivi, musicali,
opere e
balletti.
Perché
è stato fatto questo?
“Perché – ha sottolineato Paolo Villa - noi ci crediamo nella
nostra sala della comunità. Crediamo nei valori che questa
spazio può trasmettere e nelle sue potenzialità e quindi è nata
automaticamente l’esigenza di ammodernamento agli attuali
standard di mercato per avere così la possibilità di programmare
nuove iniziative che prima non potevamo fare.”
“È
proprio bello avere uno spazio dove potersi esprimere” -
La serata era iniziata con la proiezione di spezzoni di vecchi
film e di fotografie di spettacoli andati in scena nel salone di
via Briantea, costruito nel 1902 e abbattuto nel 2005, e di
brevi filmati di eventi che hanno caratterizzato i primi
quindici anni di attività dell’Agorà. Ricollegandosi alle
immagini che sono scorse rapidamente sullo schermo, il Sindaco,
Eugenio Comincini, si è detto emozionato nel rivedere il vecchio
teatro di via Briantea e altri più recenti spettacoli. “Come è
stato detto giustamente – ha proseguito il Sindaco - questa è la
sala della comunità ed è bello che su questo palco oltre ai
films siano passate tantissime altre iniziative che fanno parte
della vita della città.” “È bello, è proprio bello avere uno
spazio dove potersi esprimere, dove potersi divertire, crescere,
fare un’esperienza emozionante. Chi ha avuto la fortuna di
recitare, di cantare, di stare su un palco sa quanto questa
esperienza dia paura, adrenalina ma anche grande emozione e
soddisfazione. È una città fortunata Cernusco. È una città ricca
di persone che sanno donare passione e impegno. Grazie a tutte
le persone che hanno consentito a consentono a questo teatro di
svolgere la sua attività.”
L’importanza di investire nella cultura -
L’assessore alle culture, Rita Zecchini, ha richiamato
l’importanza di investire nella cultura: “Non è semplice in
questi tempi investire nella cultura e chi lo fa merita di
essere ringraziato. Proprio perché consideriamo questo spazio a
disposizione della città, lo riteniamo un tassello in più che ci
aiuta a crescere insieme e a programmare proposte innovative.
Sappiamo che dietro a tutto questo impegno c’è il lavoro di
volontari che si prestano gratuitamente, quindi grazie
doppiamente.”
Essere
capaci di costruire relazioni -
Don
Ettore, dopo gli immancabili ringraziamenti, in conclusione di
serata, riallacciandosi a quanto affermato in un precedente
breve filmato proiettato sul grande schermo della Sala - in cui
si affermava che noi possiamo anche costruire macchine sempre
più tecnologiche capaci di migliorare il lavoro però dobbiamo
crescere anche in umanità - ha evidenziato che “cercare di stare
al passo coi tempi, al passo con l’evoluzione della tecnologia,
serve non per dire abbiamo uno strumento migliore degli altri,
ma per aiutarci a costruire un’umanità migliore, per crescere
nella nostra umanità e per far crescere anche quella degli
altri. Questo vuol dire sala della comunità: essere capaci di
relazione. Su questo dobbiamo lavorare sempre tutti.”
Un
obiettivo sicuramente impegnativo ma anche affascinate: una
sfida che i volontari dell’Agorà sapranno raccogliere e
affrontare. Come sono riusciti a fare sinora.
Cernusco sul Naviglio, 24 marzo 2014
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