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QUANT’ACQUA HA PORTATO “IL NAVIGLIO”!
A marzo del
1964 fu pubblicato il primo numero de
“Il Naviglio”,
un mensile curato interamente dai giovani. L’iniziativa
editoriale durò sino al 1968. Segnò profondamente quegli anni ma
soprattutto gettò le basi per la formazione della classe
politica che poi amministrò Cernusco sino all’inizio degli anni
’90.
Nelle
intenzioni dei promotori dell’iniziativa c’era «innanzitutto
l’obiettivo (di perseguire) una buona informazione, che riguarda
i fatti del nostro paese, in particolare l’attività
dell’amministra-zione comunale. La buona informazione non può
essere disgiunta dal giudizio sul fatto o sulla situazione.
Quindi il giornale si prefigge un compito genuinamente culturale
con il voler incentivare il dialogo tra i membri di questa
nostra comunità. Il giornale non è un organo della Parrocchia o
della Sacer, ne della D.C. È un giornale cattolico ma libero, è
un giornale politico ma non partitico.” A distanza di
cinquant’anni ricordiamo ancora quell’iniziativa editoriale come
invito agli adulti e ai giovani a intraprendere strade nuove, ad
aprirsi all’innovazione, a non scoraggiarsi di fronte alle
difficoltà

In redazione un
agguerrito
gruppo
di giovani
di ogni
ceto
e credo -
Ripercorriamo quell’esperienza
giornalistica nelle parole di Umberto Sirtori, che così la
ricordò su Voce Amica di novembre 1998: «A
Cernusco,
sulla scia del miracolo
economico
italiano,
si succedevano
amministrazioni
comunali
monocolori
democristiane,
capaci
di
conservare
bene
il potere
dei
ceti
benestanti.
Nel
1970 però
il
vento
sessantottino
fece sentire
i primi
effetti
e fu eletta
una
giovane
amministrazione
comunale
molto
rinnovata
almeno
sul
piano
generazionale
e rispetto
alla
cerchia
delle
famiglie
coinvolte
nella
gestione
del
potere.
I consiglieri
comunali
erano
tutti
cresciuti
in
Sacer.
Alcuni notabili
dovettero
lasciare
il
Comune
ed
altri
accettare
forti
ridimensionamenti:
un contributo
significativo
a
questo
rinnovamento
venne
dato
dalla
buona
diffusione
in quegli
anni di un
giornale
mensile
locale,
critico
sul piano
politico,
culturale
ed ecclesiale,
stampato
in
Sacer,
ma
redatto
da
un
agguerrito
gruppo
di
giovani
di
ogni
ceto
e credo.
Si
chiamava
"Il
Naviglio".
Per
la
sua
sopravvivenza,
determinante
fu l'indipendenza
notevole
che l'assistente
della
Sacer,
don
Giuseppe
Locatelli,
volle
garantire
alla pubblicazione.»
Un’esperienza
fondamentale
dal
punto di vista
culturale
- Un altro protagonista
di quella pubblicazione fu Rinaldo Storti. Ecco il suo ricordo,
scritto per Voce Amica dell’ottobre 2002: «Nell'ottobre
del 1963,
alcuni
giovani
legati al P.C.I.
locale, sotto
la guida
di
Nello
Canducci
aveva
fondato
un
circolo
culturale.
Frutto
iniziale
di questa attività
era stato un periodico:
"Il Fontanile"
("Il
Tarlomagno"
per
il
primo
numero).
La
cosa
aveva suscitato
una certa
preoccupazione negli
ambienti
cattolici e Don
Giuseppe
aveva pensato
di
organizzare
una risposta
sullo stesso
piano
culturale
con la fondazione
di un altro giornale che,
pur
non avendo alcuna specifica
connotazione
politica o religiosa,
servisse ad
impegnare
molte delle energie
intellettuali
in senso
lato
presenti
nel
mondo giovanile
cattolico
cernuschese.
L'esperienza
de "Il
Naviglio"
durò
cinque
anni
ed alla sua
fortuna,
soprattutto
inizialmente,
contribuirono nomi
in
seguito
divenuti
arcinoti
nelle
vicende
sociopolitiche
cernuschesi.
(Il giornale) per il
primo
anno
venne
stampato
a ciclostile,
e
quindi
occorrevano
anche tanti collaboratori
per la battitura a macchina
degli
articoli su apposite matrici
ed un lavoro generale per l'assemblaggio
e la diffusione.
All'inizio
del 1966 Gianstefano Frigerio,
che nel
novembre
del 1964
era
stato
eletto
consigliere
comunale
e poi
nominato
assessore alla cultura ed ai
problemi della
gioventù,
si dimise
per evitare
che il giornale,
in
caso di
critica alle
attività
dell'amministrazione
comunale,
potesse
creare problemi
politici
interni
alla
D.C.
Gli
successe
Umberto
Sirtori
che
diresse
il giornale
fino al maggio del 1968.
Toccò
poi proprio
a me,
che all'inizio
avevo collaborato
saltuariamente
e dal 1966 in modo
determinante,
chiudere
quell'esperienza
in un momento
storico
che pareva
ormai
distare
anni luce
dal
clima
politico
che si respirava solo qualche
anno
prima.
"Il
Naviglio",
se giudicato
dai suoi
contenuti,
fu più
un'esperienza
giovanilistica
che specificatamente
culturale
e politica.
Fu invece
un’esperienza
fondamentale
dal
punto di vista
culturale
per ciò che generò direttamente ed indirettamente.
Innanzitutto diede la
possibilità
ad una personalità non comune come quella di Gianstefano
Frigerio
di
impegnarsi
in politica
sul
terreno
dell'organizzazione
culturale
e giovanile:
i frutti
furono la nascita,
nel 1965,
della
Consulta Comunale della Gioventù,
una delle
prime
in Italia,
che produsse,
sia
sotto la guida
di Frigerio che
sotto quella,
giuridicamente
diversa
e politicamente
alternativa,
di un
altro
giovane
cattolico,
Angelo
Spinelli,
un’impressionante
quantità di
iniziative.
Cernusco venne completamente
sprovincializzata.
I cavalli
di battaglia
erano il
cinema ed il
teatro.
Dal
1964 fino
ai primi
anni
Settanta
vennero
organizzate
serie
continue
di
cineforum
dapprima
nella sala
di via Briantea
e nel saloncino
Sacer,
poi nella
Saletta
del Paolo VI e infine presso il cinema Comunale.
Il
tutto
accompagnato da discussioni
e materiale
informativo
ed alla presenza attenta
e partecipe
di centinaia
di
persone.»
Cernusco sul Naviglio, 10 marzo 2014
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