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IN VIA PASUBIO, AVVIATO IL RICUPERO DI DUE AREE
Un’area di circa oltre 3.000 mq da molti anni abbandonata e
adibita a centro di raccolta di rifiuti speciali è stata
completamente ripulita nelle scorse settimane e ora la proprietà
è in attesa di definire con Arpa Lombardia il Piano di
caratterizzazione per verificare se il sottosuolo è stato o meno
contaminato dalla presenza di sostanze inquinanti.
Quella
di cui scriviamo - come informa un comunicato stampa della
Cooperativa Edificatrice Constantes - è un’area ricompresa
tra via Pasubio e via Verdi, adibita a partire dalla fine degli
anni novanta a ricupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e
non pericolosi. La proprietà del sito è passata attraverso
diverse vicissitudini societarie. Nel 2005 il Comune di Cernusco
emise un’ordinanza di smaltimento e di messa in sicurezza dei
luoghi, perché nel frattempo si erano accumulate quantità enormi
di rifiuti, sia all’interno che all’esterno dei capannoni.
Ordinanza a cui le precedenti proprietà non ottemperarono mai.
Neppure un intervento della Provincia di Milano, nel corso del
2009, ebbe risultati positivi. Nel frattempo la società
proprietaria dell’area fu dichiarata fallita e i primi tentativi
di mettere all’asta il terreno andarono deserti. Si giunse così
al 2012, quando la Cooperativa Edificatrice Constantes
decise di rilevarla, sempre a seguito di asta pubblica indetta
dal Tribunale di Milano.
Constantes
- già proprietaria della confinante area dove sorgeva il
fabbricato industriale messo a disposizione, sino al 2007, della
Cooperativa sociale Intermedia - come noto presentò,
nell’ottobre 2012, per entrambe le aree un unico Piano
attuativo, che l’Area Tecnica del Comune però bocciò e per
il quale è ora pendente un ricorso al Tar Lombardia.
Procedure in corso -
Nonostante questo diniego, Constantes ha comunque deciso
di avviare le procedure per accertare eventuali contaminazioni
dei terreni. Per l’area ex-Intermedia le operazioni si stanno
avviando alla fase finale; mentre per l’altra area nelle
prossime settimane dovrebbe essere convocata una Conferenza dei
Servizi, tra tutti gli enti interessati, per definire procedure
e interventi da eseguire. Un iter che purtroppo ha sempre tempi
incerti, per i molteplici aspetti normativi e per gli intoppi
burocratici che non mancano mai.
Le
cifre dell’intervento -
Constantes, nel citato comunicato stampa, evidenzia la
scelta di aver comunque eseguito lo smaltimento, eliminando di
fatto una discarica a cielo aperto, e di essersi assunta dei
costi, non certamente insignificanti, in presenza di una
riqualificazione che è ancora avvolta da incertezza. Ma allo
stesso tempo fa presente che sono ripresi gli incontri con
l’assessore all’urbanistica, in un clima di attenzione reciproca
per affrontare i diversi problemi sul tappeto.
Solo
per dare le dimensioni dell’intervento operato, Constantes
informa che sono state smaltite, tra le altre, “435 tonnellate
di batterie ed accumulatori, 20 tonnellate di frigoriferi, 5
tonnellate di tubi al neon, 41 tonnellate di pitture e vernici”:
tutte conferite presso impianti autorizzati e accompagnate da
formulari di identificazione.
La
Cooperativa, lo aveva già sottolineato in precedenti prese di
posizione, è fermamente convinta che la sua funzione sociale
passi anche attraverso l’impegno e la riqualificazione di aree
fortemente compromesse del nostro territorio comunale, dove
altri operatori sembrano non avere alcun interesse ad
intervenire.
La Regione:
obiettivo
"consumo
del
suolo
zero" -
Da segnalare che l’obiettivo
"consumo
del
suolo
zero" è
stato
definito,
nelle scorse settimane, come
una priorità
dalla giunta
regionale della
Lombardia. Il governo regionale ha, infatti, approvato con una
delibera un progetto
di legge che intende perseguire tale traguardo. La finalità del
provvedimento è in sostanza quella
di «rispettare
i criteri
di sostenibilità
e di
armonizzazione
del consumo
di suolo»
orientando
gli interventi
edilizi
«prioritariamente
verso le aree già
urbanizzate
degradate
e quelle
ad
uso produttivo
dismesse
o sottoutilizzate
da
riqualificare
o rigenerare».
Dunque l'impegno
della
Regione
è quello di consentire
l'utilizzo
di
suolo
inedificato
«solo in mancanza
di
alternative
e a fronte
di
compensazioni
ecologiche preventive». Nell'ottica
del risparmio del
terreno e
della rigenerazione
del
suolo,
è prevista
anche
la creazione di
una
"Carta" che cataloghi
il
territorio
lombardo.
Sul
tema
dovrebbe lavorare presto
il
Consiglio
regionale.
Cernusco sul Naviglio, 24 febbraio 2014
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