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“NESSUNO ESCLUSO”
PER UNA PIENA INTEGRAZIONE DEI DISABILI
Nello scorso ottobre 2013
l’amministrazione comunale ha approvato il progetto “Nessuno
escluso” volto a promuovere “nuove prospettive per
l’inclusione”, sottoscrivendo una convenzione con l’Anfass
Martesana, la cui sede è presso la Residenza “La Parolina” di
via Boccaccio.
Il progetto, che vede anche la
partecipazione di Enjoy Care
e Caritas, intende raccogliere,
elaborare
e sviluppare
alcune esperienze e sperimentazioni
attorno al tema dell'inclusione sociale della disabilità,
che
vedono coinvolti
diversi soggetti
presenti
nel territorio
di
Cernusco. Con questa decisione,
l’amministrazione comunale ha inteso dare seguito a sue
“precedenti iniziative a favore dei disabili al fine di favorire
una loro piena integrazione sociale nel tessuto sociale
cittadino.”
Nella prima
fase del progetto, svoltasi
nei
mesi
di novembre e dicembre dello
scorso anno,
sono
state
coinvolte
le famiglie
con un congiunto
disabile
per una prima rilevazione di
proposte
e suggerimenti
concreti per promuovere
iniziative inclusive.
Nei
prossimi
mesi, coinvolgendo
anche le associazioni
e le cooperative di solidarietà che si occupano di disabilità,
verranno individuati dei percorsi concreti. L’attuazione
dell’intero progetto richiederà però tempi non brevi, perché
occorre anche accompagnarlo con la maturazione di un approccio
culturale innovativo sul tema dell’inclusione dei disabili.
«Quando si parla di inclusione – ha
scritto, su Voce Amica di gennaio 2014, Roberto Guzzi
Coordinatore R.S.D. "La Parolina" -
ci si riferisce ad esperienze
di reciprocità fertile e coinvolgente tra forme di esistenza
diverse, egualmente dignitose, all'interno del tessuto
relazionale e sociale e della vita civile di un determinato
territorio, in una logica di co-evoluzione che lo renda più
abitabile per tutti. In questa logica, allora, si possono creare
condizioni (in termini di esperienze, opportunità, percorsi)
che, da un lato, rendano possibile il riconoscimento e l'affermazione
effettiva dei diritti di cittadinanza delle persone con
disabilità,
e,
dall'altro, l'ampliamento degli
spazi di cittadinanza per la comunità locale nel suo complesso:
prestare attenzione alle diverse forme di diversità presenti in
un determinato territorio aiuta a migliorare la convivenza di
tutti.»
In questo contesto ogni soggetto
coinvolto - i servizi presenti, le famiglie, l’amministrazione
comunale e il territorio – è chiamato a svolgere un preciso
ruolo. In particolare, i familiari con un congiunto disabile –
ha sottolineato Roberto Guzzi - «sono cittadini in grado di
percepire la qualità o il degrado della vita sociale, che
possono contribuire a migliorare la situazione,
per sé e per gli altri
abitanti. Le famiglie, adeguatamente coinvolte, possono essere,
accanto a molti altri e con il concorso di molti altri, un
potenziale fattore di crescita civile di un territorio,
esprimendo una cittadinanza attiva in una logica di mutualità
che migliora l’insieme.»
Cernusco sul Naviglio, 3 febbraio 2014
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