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C’È ANCORA TEMPO
PER FIRMARE CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO
Rinnoviamo l’invito a sottoscrivere la proposta di legge quadro
di iniziativa popolare, promossa da Terre di Mezzo e
Legautonomie, per contrastare il gioco d’azzardo,“una piaga
sociale in costante ascesa". Si può firmare in Comune, recandosi
in Segreteria Generale, muniti di un documento valido di
riconoscimento.
C’è ancora tempo per sottoscrivere la proposta di legge di
iniziativa popolare dal titolo “Tutelare la salute degli
individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di
giochi con vincite in denaro, giochi d’azzardo”». Ricordiamo che
una proposta di legge di iniziativa popolare per essere
presentata deve essere supportata da almeno cinquantamila firme.
Il gioco d'azzardo in Italia, "è una piaga sociale in costante
ascesa" -
Il testo della proposta di legge chiede che i sindaci abbiano
potere decisionale sull'apertura delle sale, "proprio perché è
compito primo del sindaco la salvaguardia e lo sviluppo del
benessere dei propri cittadini".
Il gioco d'azzardo in Italia, spiegano i promotori, "è una piaga
sociale in costante ascesa": lo dimostrano i dati che parlano
del nostro Paese come il primo in Europa e il terzo nel mondo
con i suoi 32 milioni di giocatori (il 54% della popolazione),
di cui tre milioni a rischio patologico e 800 mila che già hanno
superato quella soglia. Una richiesta di regolamentazione arriva
per questo da tanti sindaci, compreso il Primo cittadino del
nostro Comune, che hanno siglato anche un Manifesto contro il
gioco d’azzardo.
Proteggere le persone più fragili -
Nella proposta di legge si chiede, tra le altre cose, la
"protezione" delle persone più fragili, di impedire "davvero" ai
minorenni di giocare, di regolamentare la pubblicità. E poi
ancora: autorizzazione dei sindaci per l'apertura di nuove sale;
applicazione del codice delle leggi antimafia; riduzione del
numero di sale; cure per i giocatori patologici e l'istituzione
di un fondo per la cura, la prevenzione e la riabilitazione
finanziato con l'1% del fatturato complessivo del gioco
d'azzardo. (Per
approfondire:
http://www.lombardia.legautonomie.it/problemi/RELAZIONE.pdf
)
L’azzardo in città -
Ricordiamo che, in base ad un censimento fatto dalla Polizia
locale della nostra città, nei bar, tabaccherie e punti di
ristoro cernuschesi sono installate 59 macchinette video poker.
In media una ogni 542 abitanti contro una media nazionale di una
ogni 150 abitanti. Ma in città ci sono anche un casinò e sala
giochi, una sala bingo e un’agenzia di scommesse. Non è
certamente poco!
Una vicenda emblematica: quando la burocrazia manca di buon
senso -
Il contrasto al gioco d’azzardo incontra mille e più difficoltà.
Anche la burocrazia ci mette la sua parte. Emblematico, a questo
proposito quanto è accaduto a Venezia.
Al
titolare
di un pubblico esercizio di Mestre è stata inflitta
una
multa
da
1.400
euro
per la presenza nel suo locale di
un
calcio
balilla
gratis,
che “secondo
i
vigili
urbani
di Mestre,
non è autorizzato,
mentre lo è quello
a
pagamento”.
Così riferisce Avvenire dello scorso 16 gennaio, che poi
spiega: «all'assessorato
al
commercio
di
Venezia
non esiste alcun modulo
per
l'autorizzazione
dei giochi
all'antica,
ma solo per
quelli
modernissimi
e a pagamento.
E
se
non
è previsto,
è vietato.
Elementare,
no?
Così
nello
scontro
tra
passatempi
succhia
soldi
da affrontare
in
solitaria
e vecchi arnesi
che costringono
a stare
in compagnia,
vince
la solitudine
dello
scommettitore
incallito.
Il tutto
comincia
nel 2011.
Il
solito
imperturbabile
vigile
urbano
dice
che
il
calcio
balilla
no,
non ci
deve
stare.
Consulta
il regolamento,
sbircia e
riguarda
tra
i codicilli.
Ma niente.
Il
gioco
gratuito non
è
permesso.
E il (proprietario),
del resto,
non era stato
in
grado
di
squadernare alcuna
autorizzazione.
“Basterebbe
il buonsenso”,
suggerisce l’assessore comunale. Ma i regolamenti
sono regolamenti.
E
se
il
calcio
balilla,
o
le
freccette,
o una partita a Monopoli
giocati
senza scommettere
neanche
un
caffé,
non sono indicati
nel
meticoloso
elenco
delle
attività
consentite,
allora
si
sta
violando
la
legge.
“Allora
dovrebbero
multarmi
anche
per
il ‘moscacieca’
o
il
lancio
delle noccioline”,
ironizza
(il barista).
La contravvenzione iniziale
era
di
1.200
euro, salita
a 1.400
dopo che
il
prefetto
ha
convalidato
il verbale. “Venerdì
in giunta porterò
il
caso - assicura
l’assessore -
bisogna
sanare questa
situazione e allo stesso
tempo approfittarne
per
mettere
a posto i regolamenti.”
Per fortuna
che l'oste
veneziano
non se
la
prende
più di tanto.
“È
dalle
scelte
dei
singoli
che
dipende
il
cambiamento
comune”
(ha dichiarato l’esercente) e
non sarà
certo
il puntiglio di un vigile
a fargli
cambiare idea.»
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 20 gennaio 2014
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