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IN CENTRO, ATTENZIONE
A DOVE METTETE I PIEDI
La
pavimentazione del nostro centro cittadino è certamente di
quelle che, soprattutto per le persone di una certa età, suscita
più di una preoccupazione. Infatti, il suo fondo irregolare e
adesso anche molto sconnesso per la scarsa manutenzione può
essere causa di rovinose cadute. Ora a sorprenderci
arriva pure una sentenza del Tribunale di Milano
Le cadute dei
pedoni, in centro città, sono scene a cui abbiamo spesso
assistito, transitando abitualmente da quelle parti. Ora a
sorprenderci arriva una sentenza del Tribunale di Milano,
competente anche per la nostra città, commentata lo scorso 10
gennaio sul quotidiano Avvenire. Un dispositivo relativo
a un fatto accaduto nel capoluogo: se lo stesso criterio di
giudizio fosse applicato anche per infortuni che dovessero
capitare nella nostra città, allora le responsabilità si
invertirebbero.
«Il pavè,
tradizionale tipo di pavimentazione stradale formata da cubetti
di pietra – ha scritto Avvenire - “presenta per sua
stessa natura e configurazione
delle fessure tra una lastra di porfido e l'altra”
e “proprio perché queste fessure
ed interstizi sono prevedibili è richiesta all'utente
una particolare prudenza ed attenzione”. È
con
questa motivazione che il giudice della decima sezione civile
del Tribunale milanese, ha respinto il ricorso di un cittadino
milanese che, caduto sul pavé in via Moscova nel 2011, aveva
fatto causa al Comune di Milano per chiedere un risarcimento
danni. L’uomo
mentre attraversava sulle strisce pedonali era inciampato ed era
caduto a terra “a causa dell'interstizio
tra le singole lastre
di porfido che
compongono il pavé”.
Il pedone lamentava che a seguito della caduta aveva riportato
“danni alla propria integrità psicofisica”. Secondo il giudice
(…) se da un lato
è evidente che (al Comune di
Milano) spetta
l'onere
di manutenzione delle strade, è altrettanto pacifico che il pavé
del Comune non presenta una
pavimentazione
di per sé uniforme e quindi viene
richiesta ai pedoni
“una maggiore attenzione
e diligenza
nell'attraversamento
delle
strade”. In altre cause civili
dello stesso genere,
invece,
cittadini
che
erano caduti in strada avevano
avuto
ragione
e l'amministrazione
era stata
condannata. (…) “La presenza di
un interstizio fra le lastre
di pavè -
scrive
il
giudice - non può considerarsi
quale pericolo occulto e imprevedibile nei
termini appena richiamati, tenuto
altresì
conto dell’orario (l’uomo è caduto nel primo pomeriggio) che ne
permetteva la piena visibilità e delle peculiarità delle strade
del Comune di Milano”. Inoltre, secondo il giudice “la calzatura
di tipo maschile, congiuntamente ad una diligente attenzione,
avrebbe comunque favorito un affidabile appoggio del piede sul
pavè (a differenza di una scarpa femminile, con tacco sottile,
che potrebbe rendere più difficoltoso mantenere l’equilibrio tra
gli interstizi del porfido, richiedendo ancora maggiore
attenzione).” Il giudice ha quindi condannato l’uomo a pagare le
spese processuali al Comune.»
Cernuschesi
siete avvertiti, quando camminate in centro città – nella zona a
traffico limitato - fate attenzione a dove mettete i piedi, anzi
a dove infilate il tacco!
Cernusco sul Naviglio, 13 gennaio
2014 |