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PATTO
DI STABILITÀ PER I COMUNI: TUTTI D’ACCORDO PER MODIFICARLO
Il
consigliere della Lega Nord, Cristian Mandelli, aveva già
presentato nella scorsa seduta del consiglio comunale una
mozione sul Patto di Stabilità, che poi aveva ritirato per
cercare di trovare un consenso più ampio sui contenuti della
stessa. Si trattava allora di una mozione fotocopia che i
consiglieri del suo partito stanno presentando un po’ in tutti i
comuni.
Il
documento è stato quindi rivisto e modificato nella parte finale
e così ha ottenuto il consenso unanime di tutti i consiglieri
presenti alla seduta del 19 dicembre. Anche se qualche forza
politica – come ha dichiarato il consigliere Daniele Pozzi,
segretario cittadino del PD – pur non essendo completamente
d’accordo sulle premesse ha valutato più importante lo sforzo
fatto per giungere a proposte concrete, nella parte finale della
mozione, che potessero modificare il Patto di Stabilità e quindi
ha espresso alla fine un voto favorevole.
Ecco il testo della mozione approvata –
Premesso che:
- il Patto di Stabilità è un meccanismo contabile concepito per
contenere la spesa pubblica dello Stato, caricandola sui comuni
e gli enti locali cui viene così impedito l’utilizzo delle
proprie risorse, che devono essere invece accantonate a
copertura e garanzia del debito pubblico dello Stato;
-il Patto di Stabilità - nonostante sia da anni soggetto a
contestazioni e critiche - è stato esteso anche ai comuni con
popolazione compresa fra 1.000 e 5.000 abitanti, ad ulteriore
danno degli enti locali e sulla loro capacità di programmazione
degli investimenti, erogazione dei servizi, pagamento dei propri
fornitori e aziende, solo parzialmente attenuato dal decreto
“sblocca debiti” (D.L. n. 35/2013).
Considerato che:
- il Patto di Stabilità così normato, penalizza i
cittadini-contribuenti dei comuni più virtuosi consentendo,
invece, il perpetrarsi degli sprechi da parte dello Stato e di
quegli enti - anche locali - incapaci nella gestione delle
risorse pubbliche.
Preso atto che:
- le scelte in tema di IMU, TARES (o TRES), la futura Service
Tax - unitamente alle innumerevoli incertezze prodotte sulla
programmazione finanziaria comunale - hanno svilito il ruolo
dell’ente locale, ormai prossimo a quello di mero esattore dello
Stato.
Impegnano il Sindaco:
- ad attivarsi con ogni mezzo per avanzare formale richiesta
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Parlamento,
affinché vengano rivisti gli attuali criteri sulla base dei
quali avviene l’individuazione dei Comuni cosiddetti virtuosi in
funzione di parametri maggiormente rappresentativi delle
condizioni economiche dell’ente;
- venga abrogata la normativa sul Patto di Stabilità per tutti
quei Comuni che sulla base di questi nuovi parametri risultano
veramente virtuosi e sia consentito loro di utilizzare l’avanzo
di amministrazione senza alcun vincolo;
- in subordine, vengano esentati dal calcolo del Patto le spese
provviste di copertura finanziaria relative alla manutenzione e
messa in sicurezza degli edifici pubblici, alla rimozione delle
barriere per l’accesso ai disabili e per il riassetto
idrogeologico.
Cernusco sul Naviglio, 23 dicembre 2013
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