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APPROVATA LA PRIMA VARIANTE AL PGT,
CHE DISCIPLINA IL COMMERCIO
La
prima variante al Piano del Governo del Territorio (PGT)
vigente, volta ad adeguarlo alla programmazione urbanistica
relativa al settore commerciale, è stata approvata nella seduta
del consiglio comunale dello scorso 19 dicembre. Approvato anche
il Regolamento per il rilascio di autorizzazioni per le medie
strutture di vendita.
L’assessore all’urbanistica, Giordano Marchetti, ha introdotto
la discussione sottolineando che, a tre anni dall’approvazione
del PGT, l’amministrazione comunale ha inteso proseguire nel
governo del territorio anche nel settore commerciale. Lavoro non
facile – sempre a parere dell’assessore - in presenza di diversi
provvedimenti legislativi, a livello nazionale volti alla
liberalizzazione, con poche possibilità di intervento per
l’amministrazione comunale. Cernusco è il primo Comune in
Lombardia – ha precisato Marchetti - a dotarsi di un articolato
piano commerciale.
L’assessore ha quindi indicato gli obiettivi della variante
approvata: volontà politica di non modificare gli orientamenti
strategici del PGT e di non consumare suolo e di attenersi agli
indirizzi del Piano commerciale approvato in aprile. Con
riferimento a quest’ultimo, si sono introdotte le diverse
classificazioni commerciali (escludendo la grande distribuzione)
e individuando le zone in cui le nuove attività potranno
insediarsi. Le aree riservate a medie strutture di vendita,
suddivise in tre categorie, sono state localizzate lungo alcune
direttrici (via Mazzini, Torino, Verdi … ) e potranno aprire
previo studio di viabilità, l’adozione di misure per mitigare
l’impatto delle nuove attività commerciali sulla viabilità e
l’opportuna dotazione di parcheggi. È previsto che per ogni
trasformazione urbanistica dovranno essere corrisposti oneri
aggiuntivi per far fronte alle modifiche urbanistiche che si
dovessero rendere necessarie, per esempio per la viabilità,
oltre naturalmente agli oneri di urbanizzazione primaria e
secondaria già dovuti. Oneri aggiuntivi da definirsi con
successivo atto del consiglio comunale.
Osservazioni alla variante -
Si è
poi passati all’esame delle diciotto osservazioni alla variante
presentate dai cittadini e dagli operatori. La maggior parte
delle osservazioni è stata respinta o accolta parzialmente: non
c’è stato quindi alcun stravolgimento rispetto a quanto adottato
dal consiglio comunale nello scorso luglio.
Nel
corso dell’esame delle osservazioni sono emerse alcune
indicazioni, che riprendiamo. In merito all’area, in Comune di
Cernusco, posta a fianco del Centro commerciale Carosello di
Carugate è stato ribadito dal Sindaco, Eugenio Comincini, che
continuerà ad essere agricola. Qualora la Regione dovesse
promuovere un accordo di programma su quest’area il nostro
Comune sarà comunque disponibile a sedersi al tavolo per
discuterne.
Altra
precisazione in merito al traffico pesante in centro storico. Il
Sindaco ha fatto presente che nel primo trimestre del prossimo
anno (per la verità, l’introduzione era già stata annunciata per
la scorsa estate) sarà modificata la circolazione nella zona a
traffico limitato, con l’introduzione di sensi unici, limitando
anche il transito dei mezzi pesanti per l’approvvigionamento dei
negozi. Il problema riguarda soprattutto una media struttura di
vendita – il supermercato della Nuova Cooperativa Agricola
Cernuschese di piazza Matteotti. Comincini ha precisato che si
sta definendo un accordo con la cooperativa e che c’è la volontà
delle parti di trovare un accordo.
Il
dibattito -
Il consigliere Mauro Aimi (Movimento 5 stelle) ha
invitato l’amministrazione comunale a riflettere sull’impatto
che potrebbe avere sul traffico e sull’inquinamento
l’insediamento di nuove strutture di vendita, in presenza di una
viabilità già satura. L’assessore Marchetti ha osservato che con
la futura apertura della Brebemi, della Teem (la
tangenziale che unirà Agrate con Melegnano) e del raddoppio
della Cassanese e della Rivoltana è stata stimata una riduzione
del traffico di circa il 35% sulla SP 121 e sulla Padana.
A
Claudio Keller (Forza Italia) che si è lamentato
dell’eccessiva rigidità delle risposte alle osservazioni, che
potrebbero indurre gli operatori commerciali ad allontanarsi
dalla nostra città scegliendo altri Comuni – Marchetti ha
chiarito che al di là dell’esito delle osservazioni, quello che
poi conta è il contenuto delle controdeduzioni: se in futuro
dovessero migliorare le condizioni del traffico sarà possibile
insediare strutture più ampie anche là dove ora è vietato,
mentre le soluzioni viabilistiche più opportune saranno decise
in sede di esame dello studio viabilistico, obbligatorio per
ogni richiesta di nuovo insediamento di media struttura.
Daniele Radaelli (Sinistra per Cernusco)
ha parlato di “buona programmazione commerciale”, di una
variante che soddisfa le potenzialità di una domanda che può
avere ancora possibilità di svilupparsi e di caratterizzazione
del commercio locale; di una variante che contiene l’uso del
suolo e dice no alla grande distribuzione. Ha poi posto
l’accento sull’esigenza di favorire il commercio equo-solidale e
la filiera corta e ha criticato i centri commerciali per il
danni arrecati al commercio tradizionale e per gli stili di vita
che inducono.
Cristian Mandelli (Lega nord)
si è chiesto se anche il nostro Comune vincolerà la già citata
area a fianco del Centro commerciale Carosello a “area agricola
strategica”, come fatto recentemente dalla Provincia. A parere
del Sindaco non ci sarebbero, invece, le caratteristiche per
farlo.
La
variante approvata - per Daniele Mandrini (PD) - è
partita dall’esigenza di dare risposta ai cittadini a fronte di
un’offerta deficitaria di negozi, avendo come paletti la
viabilità e la tutela del paesaggio. Aggiungendo, che viene
tutelato quanto già esistente al fine di valorizzarlo meglio.
Sindaco: promuovere “un tessuto commerciale attivo e
diversificato” -
A conclusione del dibattito è intervenuto il Sindaco, che ha
rilevato la scarsa articolazione del dibattito. Comincini ha
invitato a uscire dai luoghi comuni: primo fra tutti quello che
ritiene che sia la concorrenza dei centri commerciali a
determinare la nascita o la morte del tessuto commerciale
locale: “noi in centro città non abbiamo negozi vuoti”. Dal
piano commerciale, ha aggiunto il Primo cittadino, “abbiamo
scoperto che la maggior parte dei cernuschesi va a fare la spesa
altrove. Intendiamo ridurre questa tendenza.” Comincini ha poi
spiegato che quanto posto in essere è qualcosa che la città si
aspetta: un tessuto commerciale attivo e diversificato. “Siamo
andati anche a offrire – ha concluso il Sindaco - in un periodo
di crisi, in ambiti produttivi, la possibilità di diversificare
con attività commerciali.”
Regolamento per il rilascio di autorizzazioni per le medie
strutture di vendita -
Nel corso della seduta è stato anche approvato il regolamento
per il rilascio di autorizzazioni per le medie strutture di
vendita. L’assessore al commercio, Ermanno Zacchetti, ha detto
che il piano commerciale predisposto dall’amministrazione
comunale ha inteso rispondere alla richiesta del commercio
locale di crescere e di diventare più attrattivo. Il Piano - a
parere dell’assessore - va nella direzione di mettere a sistema
il commercio cittadino con iniziative di marketing diretto
(sbaracco, mese degli sconti …) per accompagnare lo sviluppo del
commercio con strumenti concreti, consapevoli della sua
importanza per la vitalità della nostra città.
Zacchetti ha poi aggiunto che il regolamento è un atto dovuto
previsto dalla normativa vigente, dopo che lo strumento
urbanistico ha dato le indicazioni per l’insediamento delle
medie strutture. È un documento che fornisce agli operatori le
indicazioni su come agire per ottenere un’autorizzazione di
questo tipo; è uno strumento di raccordo tra norme regionali e
comunali e che chiarisce le diverse classificazioni.
Punto
di vista - È
stato un dibattito che non ha offerto spunti interessanti, come
invece ci si poteva aspettare. Questo è un limite dell’attuale
consiglio comunale, dove la maggioranza dei consiglieri è alla
loro prima esperienza amministrativa, che si rende sempre più
evidente.
Il
dibattito si è concentrato, in prevalenza, come sottolineato e
lamentato anche dal Sindaco, sulla questione dell’area agricola
a fianco del Centro commerciale Carosello.
Si è
accennato, e giustamente, alla necessità di valorizzare il
commercio locale, ma non si è mai sentito parlare di tutela del
consumatore. Se, dall’indagine fatta dal Comune, risulta che
oltre il 50% dei cernuschesi va a fare la spesa altrove ci sarà
pure qualche motivo?
In
base alla normativa vigente, a livello nazionale ed europeo,
anche nell’ambito del commercio deve prevalere la libertà di
iniziativa economica e di concorrenza. Sono salvaguardate solo
le esigenze di ambiente e salute e i vincoli culturali. La
giurisprudenza ritiene che non possono essere posti divieti
sproporzionati rispetto alla tutela dell’ambiente urbano,
all’assetto del territorio, alla viabilità e agli standard
(verde, parcheggi). Sarà interessante vedere se nei prossimi
mesi qualche operatore ricorrerà alla giustizia amministrativa
per chiedere la cancellazione di qualcuna delle limitazioni
poste dal Comune all’apertura di medie strutture.
Qualche mese fa avevamo scritto che i negozi dei centri storici
e di prossimità che sono sopravvissuti, prima all’avvento della
grande distribuzione e poi alla crisi, sono quelli che hanno
saputo inventarsi un “valore aggiunto” (specializzazione,
offerta qualificata, rapporto di fiducia …), che certamente si
accresce là dove è favorito anche dal contesto urbano, sociale e
commerciale in cui si trovano a operare. Aggiungiamo ora che la
valorizzazione di un’attività non può che scaturire dal coraggio
degli operatori del settore, piccoli e grandi, di ripensare il
proprio ruolo e non da vincoli normativi che impediscano nuove
aperture.
Discorso a parte poi meriterebbe la fiscalità locale che, per
esempio in tema di IMU, non favorisce certo le attività
commerciali in città.
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 23 dicembre 2013
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