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CON
LA RIFORMA DELL’ISEE,
VERSO UN NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE
Nello
scorso maggio il nostro consiglio comunale aveva votato
all’unanimità una mozione che invitava il Sindaco e la giunta a
studiare un nuovo regolamento per rendere equo il contributo che
i cittadini devono pagare per i servizi comunali che utilizzano,
contributo da calcolarsi sulla base di un indicatore della
situazione economica equivalente (ISEE) reale.
Il
governo ha recentemente approvato il decreto che riforma l’Isee
e cosi il problema posto dalla mozione approvata nel maggio
scorso dal consiglio comunale della nostra città, di cui si era
fatto paladino il consigliere Claudio Gargantini (Persona è
Città), potrebbe trovare una solida base di riferimento e
avviarsi a concreta soluzione. Circa sei mesi fa, commentando
quella mozione, scrivevamo che la questione posta è reale e deve
essere esaminata e risolta con equità. In un tempo di difficoltà
economiche si ha l’obbligo di verificare che ogni centesimo di
denaro pubblico sia speso bene. Sappiamo che nelle pieghe delle
norme è sempre possibile per i più scaltri escogitare forme di
elusione. Oggi questo non si può più tollerare.
La
mozione cittadina sull’Isee -
Nella
mozione allora presentata e illustrata dal consigliere Claudio
Gargantini (Persona e Città) si premetteva che
“l’amministrazione comunale deve farsi garante del principio di
equità, garantendo che le tariffe di accesso differenziate ai
servizi comunali siano commisurate alla reale situazione
economica familiare”. La mozione affermava poi che “il consiglio
comunale impegna Sindaco e giunta ad elaborare un apposito
regolamento in materia di Isee che fondi le tariffe di
accesso ai servizi comunali sull’Isee familiare,
evitando, ad esempio, che queste si basino, come nel caso dei
servizi scolastici, sull’Isee relativo al solo reddito
del familiare convivente col bambino, ciò consentirebbe non solo
di garantire il principio di equità citato in premessa, ma anche
di recuperare risorse, erogate oggi anche a chi non si trova in
reali necessità, che potrebbero essere più opportunamente
impiegate al servizio della collettività.”
Il
nuovo Isee -
Dagli
asili nido, ai servizi per i disabili, dalle case popolari, alle
rette universitarie sono molti gli ambiti di utilizzo dell’Isee,
strumento che misura la situazione economica delle famiglie per
regolare l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali
agevolate. Questo indicatore, con il recente provvedimento
governativo, cambia veste, con l’obiettivo di fotografare più
fedelmente la condizione economica reale e di rafforzare i
controlli contro le dichiarazioni infedeli. Un nuovo strumento
«per evitare lo scandalo dei finti poveri» e far sì che «le
risorse per il welfare vadano alle persone che hanno veramente
bisogno».
In un
Paese ad alto tasso di evasione fiscale come l’Italia, il
reddito dichiarato al fisco è un indicatore insufficiente e a
volte ingannevole riguardo alla reale condizione economica. Tra
le novità del nuovo Isee c’è non a caso il maggior peso
assegnato al patrimonio immobiliare e mobiliare delle famiglie.
Nello stesso tempo si adotta una misurazione più ampia del
reddito che d’ora in avanti includerà, accanto alle
dichiarazioni Irpef, anche i redditi tassati con regimi diversi
(come cedolare secca sugli affitti e premi di produttività), i
redditi esenti e i trasferimenti monetari da enti pubblici
(assegni familiari, pensioni di invalidità, indennità di
accompagnamento, ecc.). Sono previste tuttavia correzioni per
calibrare il peso del reddito (in funzione della sua natura: da
lavoro dipendente, da pensione … ). La scala di equivalenza di
base, ovvero i parametri per calcolare il reddito in rapporto al
numero dei componenti della famiglia, resta quella vigente ma
sono previste maggiorazioni per i nuclei con tre o più figli e
per quelli dove ci sia almeno un figlio sotto i tre anni e dove
i genitori (o l’unico presente) lavorino.
Tempi
d’attuazione -
Ci vorrà qualche mese prima che il nuovo riccometro diventi
operativo. Dopo la pubblicazione, serviranno i provvedimenti
attuativi, i nuovi modelli per la dichiarazione, il sistema
informativo e poi l’adozione dei nuovi regolamenti da parte dei
Comuni.
Commenti -
“Oggi,
quindici anni dopo (l’adozione del primo Isee) - ha
scritto Il Sole 24 Ore lo scorso 4 dicembre - abbiamo
finalmente a disposizione un metro aggiornato per misurare la
ricchezza delle famiglie tenendo conto di tutti i fattori,
patrimonio incluso e con la giusta valorizzazione. Uno strumento
all’altezza delle migliori pratiche europee.”
Mentre
Avvenire, sempre nell’edizione dello stesso giorno, pur
riconoscendo che il nuovo Isee è già un notevole passo
avanti rispetto al passato”, puntualizza che “ciò che, però,
ancora il nuovo Isee non riesce a fotografare con
realismo ed efficacia è il ‘costo’ reale dei figli e la
situazione delle famiglie numerose in particolare.”
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 9 dicembre 2013
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