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LAVORO IN MARTESANA: INSIEME CONTRO LA CRISI
All’inizio della seduta del consiglio comunale dello scorso 28
novembre il Sindaco ha presentato un ordine del giorno sul
“lavoro che non c’è. Sostegno alla mobilitazione delle
lavoratrici e di lavoratori delle aziende in crisi in
Martesana”, che è stato approvato all’unanimità dai consiglieri
presenti.
Il
Primo cittadino, Eugenio Comincini, prima di illustrare il
documento, ha ricordato che si tratta di un’iniziativa che
coinvolge anche altri sindaci dei comuni vicini, che è
importante che la situazione di crisi che sta colpendo molte
aziende della nostra zona sia tangibilmente sostenuta da una
vicinanza, da una solidarietà, da un’azione, anche politica,
delle amministrazioni comunali, delle associazioni, dei partiti,
delle forze vive delle nostre comunità della Martesana. Tutto
questo nella consapevolezza che dalla crisi non si esce da soli,
che c’è bisogno di interventi più incisivi ai diversi livelli,
sopratutto nazionale ed europeo. Per Comincini è importante, in
questo contesto di crisi, dare il segnale che non ci
“dimentichiamo dei lavoratori in difficoltà” e con una
manifestazione specifica creare anche una rete più stretta tra
le diverse realtà della zona per trovare soluzioni condivise.
Nell’ordine del giorno – dopo aver descritto la “pesante e
drammatica crisi economico-sociale” in atto, l’insufficienza
delle politiche messe in campo dall’Europa e dai Paesi membri,
le difficoltà nel “trovare nuove forme di occupazione”, gli
effetti dei tagli alla spesa pubblica – si prende atto che“anche
il territorio della Martesana sta attraversando un momento di
crisi economica sempre più acuta, che non riguarda solo la
chiusura di aziende, ma una più generale assenza di
prospettive”, che “si è di fronte a una precarietà diffusa, che
oramai è arrivata a minacciare le aree cosiddette garantite e
risulta sempre più difficile comprendere come si possano
rigenerare i posti di lavoro che si sono persi”, che “aumentano
i drammi famigliari anche in Martesana e le rispettive
amministrazioni comunali sono sempre più in difficoltà a far
fronte a situazioni che si presentano con il volto
dell’emergenza improvvisa”, che “la situazione attuale in
Martesana, dal punto di vista dell’industria, della piccola e
media impresa, della logistica e dell’artigianato, presenta un
panorama di aziende in parte già chiuse, ad attività ridotta o
caratterizzate da procedure di riduzione del personale”, che “i
lavoratori delle aziende interessate dai processi di chiusura o
ristrutturazione stanno tentando di resistere in tutti i modi
consentiti dalla legge e forniti dalla tradizione del mondo del
lavoro (lotte, presidi e occupazioni sono all’ordine del giorno:
nello specifico, la resistenza dei lavoratori della Jabil e
della Nokia Siemens di Cassina de Pecchi, che hanno visto in
pochi anni la drastica riduzione del numero degli occupati, da
alcune migliaia a poche centinaia di unità, è diventata un caso
rappresentativo ed emblematico della situazione complessiva.”
Solidarietà fattiva a tutti i lavoratori -
L’ordine del giorno manifesta quindi “la necessità che il
territorio, i suoi amministratori, le forze associative,
politiche e culturali, esprimano la solidarietà fattiva a tutti
i lavoratori attualmente impegnati nella difesa dei livelli
occupazionali”, “la volontà di sostenere i lavoratori e le loro
famiglie, nella consapevolezza che la perdita del posto di
lavoro mette a rischio la dignità delle persone e la coesione
sociale”, “la necessità che, di fronte a situazioni drammatiche
come queste, emerga con determinazione una iniziativa politica
volta a mettere in rete le istituzioni e le forze sociali del
territorio, evitando di rispondere singolarmente alle emergenze
provocate dalla crisi.”
Manifestazione il 14 dicembre -
Il documento “impegna il Sindaco e la giunta a sostenere,
con la presenza ufficiale del gonfalone del comune e degli
amministratori, la giornata di mobilitazione del 14 dicembre
2013, organizzata dalle Rsu delle aziende in crisi della
Martesana; a garantire, a livello locale, tutte le forme di
sostegno attivo possibile alle famiglie colpite dalla crisi
nella misura delle risorse disponibili; a mettersi in rete con
le altre Amministrazioni comunali limitrofe al fine di per
attuare interventi coordinati e sinergici, forme di politiche
attive del lavoro e di sostegno alle famiglie; a esercitare con
la dovuta fermezza, nei confronti delle istituzioni sovra
ordinate, iniziative di carattere politico-amministrativo al
fine di ottenere provvedimenti atti a sostenere le
amministrazioni locali nella loro azione a favore delle
famiglie, contro la crisi.”
Il
dibattito -
Dopo la lettura dell’ordine del giorno è seguito il dibattito,
con l’intervento di quasi tutte le forze politiche presenti in
consiglio comunale. Tutti d’accordo sul documento e sulla
manifestazione del 14 dicembre prossimo, con partenza alle ore
10,00 da Cassina de’ Pecchi e arrivo a Cernusco, in piazza Unità
d’Italia verso le ore 11,30.
Giuliano Mossini (Forza Italia)
ha chiesto quali iniziative sono state intraprese
“dall’amministrazione comunale per venir incontro ai cittadini
in difficoltà?”
Il Sindaco ha ricordato i tre bandi comunali fatti per sostenere
le famiglie in difficoltà, le risorse destinate ai servizi
sociali, l’adesione ad accordi che favorissero l’anticipazione
dell’indennità della cassa integrazione, l’attivazione del
“Tavolo per il lavoro” e la collaborazione con le associazioni
del territorio (Caritas, San Vincenzo, Cav, Auser). Comincini si
è detto anche “consapevole che le risposte che diamo sono
comunque insufficienti.”
Angelo
Levati (PD)
ha
parlato della necessità di un cambio di mentalità nel promuovere
nuove occasioni di lavoro: non basta creare posti di lavoro per
l’oggi ma bisogna anche pensare al futuro, inventando qualcosa
di nuovo.
Per
Daniele Radaelli (Sinistra per Cernusco) centralità del
lavoro e dignità della persona sono un binomio inscindibile.
Dopo
aver osservato che l’automazione e la tecnologia – a parere di
Mauro Aimi (Movimento 5 Stelle) - tolgono posti di
lavoro, ha parlato della necessità di passare dal Pil (Prodotto
interno lordo) al Bil (Benessere interno lordo).
Cristian Mandelli (Lega nord)
si è chiesto “come mai si è arrivati a questo punto della crisi?
Quando diversi anni fa si parlava della tutela dei nostri posti
di lavoro e della nostra economia non emergeva questa necessità
di tutela del nostro territorio. Adesso invece le cose stanno
cambiando, anche se in ritardo.”
Per
Mariangela Mariani (Vivere Cernusco) è importante un
coordinamento sul territorio. Non è il momento di fare
polemiche, ma ci sono forze politiche che hanno precise
responsabilità a livello nazionale per questa crisi.
L’assessore Rita Zecchini ha poi annunciato che tra gennaio e
febbraio prossimo sarà organizzato un convegno per la “lettura
del nostro territorio e per elaborare proposte concrete per
uscire dall’attuale situazione di crisi”.
Punto
di vista –
In questi giorni sono stati diffusi i drammatici dati
sull’occupazione. Tasso di disoccupazione stabile ad ottobre al
12,5% (in aumento di 1,2% rispetto all’anno scorso) ma con una
nuova emorragia di posti soprattutto tra gli under 30. I
disoccupati sono 3.189.000 (quasi il 10% in più rispetto a
ottobre 2012). I giovani disoccupati sono 663.000, novemila in
più rispetto a settembre. Numero che portano il tasso di
disoccupazione dei 15-24enni al 41,2% (in aumento di 4,8%
rispetto ad ottobre 2012). Inoltre, quasi due milioni di giovani
under 30 non cercano il lavoro perché ritengono di non trovarlo.
“Il fuoco della disoccupazione e dell’inoccupazione – ha detto
il cardinale Bagnasco lo scorso 29 novembre intervenendo a un
convegno sul lavoro a Genova - brucia la pelle delle persone
giovani, delle famiglie” al punto che “la tenuta sociale rischia
di cedere e spezzarsi.”
Ben venga, quindi, la manifestazione del prossimo 14 dicembre a
sostegno dei lavoratori in difficoltà della nostra zona, ma
bisogna essere anche consapevoli che da sola non basta. Tutti
dobbiamo fare molto di più, soprattutto per dare fiducia alle
nuove generazioni.
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 2 dicembre 2013
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