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UNA FIRMA CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO
Un'alleanza tra i sindaci e i cittadini per regolamentare il
gioco d'azzardo: nasce da questa mobilitazione la legge quadro
di iniziativa popolare, promossa da Terre di Mezzo e
Legautonomie.
Invitiamo a sottoscrivere questa proposta di legge per
contrastare “una piaga sociale in costante ascesa": si può
firmare in Comune, recandosi in Segreteria Generale, muniti di
un documento valido di riconoscimento.
Il Sindaco della nostra città, Eugenio Comincini, all’inizio
della seduta del consiglio comunale dello scorso 7 novembre, ha
rivolto l’invito a tutti i consiglieri comunali a «farsi parte
attiva per la raccolta di firme per la proposta di legge di
iniziativa popolare dal titolo “Tutelare la salute degli
individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di
giochi con vincite in denaro, giochi d’azzardo”». Una proposta
di legge di iniziativa popolare per essere presentata deve
essere supportata da almeno cinquantamila firme. Comincini ha
quindi invitato i consiglieri, che previa comunicazione hanno
il potere di farlo, a raccogliere e autenticare le firme dei
cittadini interessati a questo proposta, dando così “un
contributo importante per una battaglia che vede coinvolti
numerosi Comuni, associazioni e istituzioni.”
Il gioco d'azzardo in Italia, "è una piaga sociale in costante
ascesa" -
Il testo della proposta di legge chiede che i sindaci abbiano
potere decisionale sull'apertura delle sale, "proprio perché è
compito primo del sindaco la salvaguardia e lo sviluppo del
benessere dei propri cittadini".
Il gioco d'azzardo in Italia, spiegano i promotori, "è una piaga
sociale in costante ascesa": lo dimostrano i dati che parlano
del nostro Paese come il primo in Europa e il terzo nel mondo
con i suoi 32 milioni di giocatori (il 54% della popolazione),
di cui tre milioni a rischio patologico e 800 mila che già hanno
superato quella soglia. Una richiesta di regolamentazione arriva
per questo da tanti sindaci, compreso il Primo cittadino del
nostro Comune, che hanno siglato anche un Manifesto contro il
gioco d’azzardo.
Proteggere le persone più fragili -
Nella proposta di legge si chiede, tra le altre cose, la
"protezione" delle persone più fragili, di impedire "davvero" ai
minorenni di giocare, di regolamentare la pubblicità. E poi
ancora: autorizzazione dei sindaci per l'apertura di nuove sale;
applicazione del codice delle leggi antimafia; riduzione del
numero di sale; cure per i giocatori patologici e l'istituzione
di un fondo per la cura, la prevenzione e la riabilitazione
finanziato con l'1% del fatturato complessivo del gioco
d'azzardo.
In città, 59 video poeker -
Ricordiamo che, in base ad un censimento fatto dalla Polizia
locale della nostra città, nei bar, tabaccherie e punti di
ristoro cernuschesi sono installati 59 macchinette video poker.
In media una ogni 542 abitanti contro una media nazionale di una
ogni 150 abitanti. Ma in città ci sono anche un casinò e sala
giochi e una sala bingo. Non è certamente poco!
L’Asl
Milano 2, della quale fa parte anche il nostro Comune, ha
promosso un Piano d’intervento territoriale per prevenire la
diffusione del gioco d’azzardo patologico. Tra le azioni in
programma, attività di prevenzione con le scuole e con i locali
pubblici e il potenziamento degli sportelli di assistenza.
"Mettiamoci
in gioco" -
Segnaliamo, inoltre che il movimento nazionale "Mettiamoci
in gioco" (promotore di un manifesto in 14 punti, pubblicato
sul sito
www.mettiamociingioco.org), che riunisce
associazioni e volontari contro la diffusione
dell'azzardo - ha costituito in Lombardia, lo scorso 13
novembre, il primo coordinamento regionale fra associazioni e
istituzioni. «Si è creato un grosso movimento fatto di tante
realtà
– ha
dichiarato
uno dei
principali esponenti del movimento, Don Virgilio Colmegna
della Casa della Carità
-
dai sindaci alle associazioni, dai prefetti alle Acli. Tutti
devono farsi carico del superamento di questa piaga». «Ad
esempio abbiamo chiesto alla Prefettura di eliminare le
macchinette alle Poste che distribuiscono i "gratta e vinci"
aggiunge don Colmegna
–
E’ assurdo che i pensionati che vanno in posta a ritirare la
pensione siano i primi ad essere tentati dalla macchinetta
mangiasoldi». “Mettiamoci in gioco” - ha precisato don Colmegna
- «è un movimento con una forte carica etica contro la terza più
importante industria italiana. Vogliamo insegnare un modo
diverso di giocare, che non porta dentro sé la deriva
dell'azzardo».
Punto di vista -
“Riciclaggio, azzardo e usura – ha scritto Il Sole 24 Ore,
sabato 23 novembre 2013 - sono strettamente collegati in una
filiera criminale. Tante famiglie stanno rischiando molto.” Ci
sembra abbastanza per non restare indifferenti.
C.G.
Per
approfondire:
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