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L’IMMIGRAZIONE
DIVIDE MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
Il
capogruppo del PD in consiglio comunale, Maurizio Magistrelli ha
presentato una mozione sull’immigrazione,
che è stata discussa e votata a conclusione della seduta dello
scorso 7 novembre. A favore la maggioranza e Movimento 5 Stelle,
contraria la Lega Nord, astenuto il capogruppo del PDL.
Il
primo ad intervenire nel dibattito – dopo la lettura della
mozione, il cui testo è in allegato - è stato il consigliere
Angelo Levati (PD). Per il consigliere di maggioranza “il
reato di clandestinità è servito solo a riempire le carceri ed è
stato occasione di un gran lavoro per le forze di polizia per i
respingimenti” non sempre definitivi. La mozione “chiede una
revisione complessiva dell’ordinamento in fatto di migrazioni,
ordinamento che ha come base la Legge Bossi-Fini che, di fatto,
non ha mai fermato gli stranieri ma ha solo creato maggiore
dipendenza e sfruttamento del lavoro straniero.” Per Levati “la
Bossi-Fini è stata l’occasione per molti nostri concittadini ed
anche per le industrie per non rispettare le leggi di
collocamento dei lavoratori, perché ne impediva l’attuazione.
Infine, fatto non di poco conto, questa situazione ha provocato
e incentivato tutta una serie di evasioni fiscali.” L’esponente
del Pd ha quindi fornito alcuni dati: “Cernusco ha il 7,2% di
presenza straniera, contro il 23% di Pioltello, il 18% di
Cologno e il 13% di Milano.”
Per
Danilo Radaelli (Sinistra per Cernusco) le “posizioni
sull’immigrazione sono viziate dall’ideologia. Occorre invece
ascoltare in maniera seria ed approfondita chi lavora a contatto
con gli immigrati e da lì partire per elaborare una nuova
legislazione in materia.” A parere del consigliere “l’Italia non
ha una visione organica del fenomeno immigratorio ma continua a
lavorare in condizioni di emergenza”. Ha poi aggiunto che “la
sicurezza, che va di pari passo con la dignità delle persone, si
raggiunge quando a legiferare sono persone competenti, sensibili
e preparate. Le future elezioni europee potranno essere
l’occasione perché questo avvenga.”
Per
Mauro Aimi (Movimento 5 Stelle) “l’immigrazione non è un
problema italiano ma europeo, perché l’Italia è vista dagli
immigrati solo come porta verso l’Europa. Dobbiamo fare
pressioni verso l’Europa e non solo ascoltare quanto ci dice a
proposito di euro e di economia. Essere in Europa è anche una
questione politica.”
Cristian Mandelli (Lega Nord),
partendo dal testo della mozione, che “sembra dare una visione
xenofoba e razzista del nostro Paese”, ha posto alcune domande:
“Perché allora tutti gli immigrati cercano di venire in Italia?
Perché quando arrivano in Italia buttano via i documenti? Se lo
fanno è perché hanno qualcosa da nascondere.” “Certo, non
bisogna fare di tutta l’erba un fascio – ha aggiunto - ma
esaminare caso per caso.”
Per
Mandelli i problemi non sono creati dalla legge Bossi/Fini ma
dalla mancanza di “volontà di applicare questa normativa. La
cosa più grave è che questo lassismo, questo buonismo è risaputo
da chi scappa da certi Paesi e da quelle persone che ci lucrano
sopra.”
“Nessuno, sia chiaro, vuole vedere quello che è accaduto a
Lampedusa: il punto è come evitarlo. Io sono convinto che lo si
può evitare non con il buonismo, le porte aperte, ma con il
rigore, il pugno di ferro.” Ha poi aggiunto che occorre fare
accordi con i paesi d’origine degli immigrati per evitare queste
tragedie del mare.
“Per
chi arriva da sud, l’Italia è la prima porta che si incontra.
Solo una minoranza poi rimane in Italia. Dire che tutti arrivano
in Italia – per il Sindaco, Eugenio Comincini - è
un’inesattezza perché altri Paesi – Francia, Inghilterra,
Germania - hanno una maggiore presenza di immigrati rispetto a
noi. Certo quei Paesi hanno affrontato il fenomeno immigrazione
e sono riusciti nell’integrazione in condizioni economiche e
sociali diverse dalle nostre attuali.”
Per
Comincini “la questione non è che dobbiamo accogliere gli
immigrati perché siamo buoni, ma perché il nostro Paese
responsabilmente, per la sua posizione geografica, deve essere
in grado di gestire, non accogliere, la miseria, la disperazione
che arriva sulle nostre coste. Quello che dobbiamo esigere
dall’Europa, ma anche dal nostro governo, è che siano forniti
mezzi, risorse e persone per affrontare questa emergenza. Non è
questione di buonismo, ma è condizione di umanità e di diritto
internazionale.”
Fabio
Colombo (Vivere Cernusco),
premesso che “una legge non può esser disumana”, ha
quindi aggiunto che “quando siamo di fronte a situazioni del
genere, come l’immigrazione, dobbiamo guardare a noi stessi,
alla nostra gente, ma anche ai quei disperati che non hanno
scelto di vivere in determinati condizioni in determinati
paesi.”
La
mozione è stata approvata dai consiglieri di maggioranza, dal
Sindaco e dal consigliere del Movimento 5 Stelle (11 voti),
contraria la Lega nord, astenuto il capogruppo del Pdl.
C.G.
Punto
di vista –
Invitiamo alla lettura della Nota di questa settimana.
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Mozione
“immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere
una via di speranza sono state una via di morte”
Premessa
Già nei
mesi scorsi siamo stati sollecitati dalle autorevoli parole di
Papa Francesco da cui abbiamo preso in prestito le parole per
intitolare questa mozione che purtroppo risulta essere di
concreta ed amara attualità. Anche se è evidente che non è
sull’onda delle emozioni che è possibile tradurre concretamente
le buone intenzioni in scelte politiche ed amministrative, la
cronaca di questi giorni non può lasciare indifferenti le
coscienze;
pertanto
constatato che
siamo di
fronte ad un fenomeno globale, causato anche da ingiustizie che
vengono prodotte dal nostro sistema economico, finanziario,
produttivo;
sono
molte le persone, soprattutto provenienti dall’Africa e dal
Medio Oriente, che fuggono da paesi in guerra, dalla fame, dalle
prevaricazioni della libertà personale.
Il
nostro paese appare agli occhi di queste persone come “porta
d’accesso” per l’Europa e spesso solamente come paese di
“transito” e verso altre destinazioni e verso possibili
ricongiungimenti, pur nelle difficoltà poste dal cosiddetto
“Regolamento di Dublino”.
L’Unione
Europea si è dimostrata latitante nel supportare il nostro paese
in questo ambito. Il nostro ordinamento prevede tutt’ora il
reato di clandestinità senza distinzione alcuna rispetto alla
condizione individuale dei richiedenti accoglienza.
Visto
L’articolo 2 della Costituzione della Repubblica italiana che
recita: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni
sociali, ove svolge la sua personalità, richiede l’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e
sociale”.
Il
Consiglio Comunale di Cernusco sul Naviglio, tutto ciò constato
e visto, chiede:
1.
L’abolizione del reato di clandestinità in quanto condizione
personale non frutto di azioni illecite commesse
individualmente o in associazione.
2.
Una revisione complessiva dell’ordinamento che garantisca al
contempo un efficace governo del fenomeno migratorio che –
proprio in ragione del grave rischio di compromissione della
dignità personale – necessità dell’organizzata presenza dello
Stato e la relazione costante con le organizzazioni umanitarie,
volontaristiche e non profit che con esso collaborano, in
accordo con la normativa internazionale sulla protezione e il
diritto d’asilo.
Impegna
altresì l’Amministrazione Comunale
a
rappresentare quanto sopra espresso nelle opportune sedi
istituzionali ed a fornire il necessario riscontro al Consiglio
stesso.
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