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“MANDATO” PER IL VANGELO DELLA CARITÀ
Agli operatori della carità della nostra Comunità pastorale, nel
corso della Messa delle ore 9,30 di domenica 10 novembre,
celebrata in San Giuseppe Lavoratore, è stato conferito
uno speciale mandato affinché siano,
in mezzo a noi, “promotori e testimoni di attenzione e di
sensibilità verso le situazioni di disagio presenti nella
società”
Agli operatori della carità della nostra Comunità pastorale,
nel corso della Messa delle ore 9,30 di domenica 10 novembre,
celebrata in San Giuseppe Lavoratore, è stato conferito il
mandato pastorale. «L’azione pastorale della Chiesa – è scritto
nel documento preparato per la Giornata diocesana della
Cariats, tenutasi lo scorso 10 novembre - ha bisogno della
cooperazione di molti, perché la comunità e i singoli fedeli
possano giungere alla maturità della fede e l’annunzino
costantemente con la celebrazione, con l’impegno formativo e con
la testimonianza della vita. Un “mandato” viene sempre dal
Signore Gesù, lui che è il primo, il grande, in un certo senso
l’unico missionario del Padre e che, attraverso la voce della
Chiesa, “manda” ancora oggi così come un giorno chiamò e inviò i
discepoli. Chi riceve il mandato partecipa quindi di un
ministero ecclesiale: chi opera in questa prospettiva non lo fa
dunque a titolo personale, ma in comunione con il Vescovo e con
la Chiesa che lo invia. Un “mandato” non potrà mai ridursi a
gesto che delega e deresponsabilizza (“tanto ci sono loro che se
ne occupano, noi possiamo fare altro ...”), ma dovrà esprimere
la dimensione ecclesiale/parrocchiale del servizio ai poveri;
certo, tutti non possono fare tutto, ma la regia e lo sguardo
globale sulle attività caritative spettano a chi ha la
responsabilità nella conduzione di una Comunità pastorale; la
consapevolezza che chi è inviato per una missione deve prevedere
un ritorno, una restituzione a tutta la comunità di quanto
sperimentato nel proprio servizio, affinché tutta la comunità ne
tragga motivo di discernimento e di conversione. Il gesto del
“mandato” rende infine visibili quei cristiani che sono chiamati
ad essere segno luminoso e vivo della comunità e che si
impegnano a testimoniare, nelle opere, il Vangelo della carità,
attenti al grido di chi soffre nel dolore e nella solitudine. La
loro presenza deve essere stimolo affinché tutta la comunità
cristiana cammini sulla strada della prossimità e può essere
“forza attraente” per molti altri a vivere gesti di amore
gratuito nei confronti dei più poveri ed esclusi.»
Uno speciale mandato da parte della comunità pastorale -
Don Ettore Colombo – responsabile della nostra Comunità
pastorale, che ha celebrato la Messa con il conferimento del
“mandato”- ha quindi ricordato agli operatori della carità che
«il Papa, emerito, Benedetto XVI, all’udienza per il 40° di
Caritas Italiana con le Caritas Diocesane, disse:
“La fede si rende operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6).
Questo è il distintivo cristiano: la fede che si rende operosa
nella carità. Ciascuno di voi è chiamato a dare il suo
contributo affinché l’amore con cui siamo da sempre e per sempre
amati da Dio divenga operosità della vita, forza di servizio,
consapevolezza della responsabilità. “L’amore del Cristo infatti
ci possiede” (2Cor 5,14), scrive san Paolo. È questa prospettiva
che dovete rendere sempre più presente nella Chiesa particolare
in cui vivete». Don Ettore, che era affiancato dal diacono Dario
Gellera, responsabile della Caritas cittadina, ha poi così
proseguito: «oggi
a voi, sorelle e fratelli carissimi, viene consegnato uno
speciale mandato da parte della comunità pastorale, affinché
siate in mezzo a noi promotori e testimoni di attenzione e di
sensibilità verso le situazioni di disagio presenti nella
società.»
Cernusco sul Naviglio, 11 novembre 2013
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