|
DALL’AFRICA ALL’ASIA, I CERNUSCHESI IN MISSIONE
La
Giornata missionaria mondiale è l’occasione per ricordare i
laici e i religiosi cernuschesi attualmente impegnati in
esperienze di servizio ai fratelli e di annuncio del Vangelo
all’estero.
Con la consapevolezza, per noi, che queste esperienze non ci
possono lasciare indifferenti, ma sono un forte richiamo
all’impegno e alla testimonianza nella nostra vita quotidiana.
La
prossima domenica, 27 ottobre, nella nostra diocesi - a
differenza di quanto accade in tutto il resto del mondo, che
l’ha celebrata domenica 20 ottobre - si celebra la Giornata
missionaria mondiale. È stata posticipata per la
coincidenza, alla terza domenica di questo mese, con la
solennità della Dedicazione del nostro Duomo.
Nel
pensare con gratitudine alle missionarie e ai missionari
cernuschesi, cominciamo con suor Serena De Stefani, da
poco tornata in Algeria. In questo Paese africano – ha detto
suor Serena - “la nostra Chiesa ha fatto dell’incontro la sua
missione specifica. Ed è attraverso questo incontro con l’altro
che comincia e si costruisce giorno dopo giorno un dialogo
vissuto nel quotidiano: camminare, cercare insieme, tentare di
rispondere ai bisogni con servizi gratuiti suscitati da
nient’altro che dall’amore, dare e ricevere e a volte gioire e
soffrire insieme nell’ascolto dello Spirito che parla attraverso
altri credenti.”
Maria
Assunta Formenti,
missionaria laica, da oltre vent’anni è in Kenia: “il mio è solo
un modesto contributo ad un disegno più grande che dovrebbe
coinvolgere ogni persona, specialmente un cattolico.” Alla
“chiamata” - ha scritto - “non ho potuto sottrarmi. Ho vissuto e
vivrò tra i poveri, condividendo ogni giorno le loro difficoltà.
Quel che riesco a dare è ampiamente ripagato dall’accoglienza e
dall’affetto che leggo negli occhi di chi mi circonda.”
Sara
Alba
è una cernuschese che, dopo la morte del marito di origine
Ugandese, ha deciso di fondare in Uganda presso la città di
Jinja, una Scuola Professionale gratuita. Alba si è preparata a
lungo per la realizzazione di questo progetto e dopo
un'esperienza di insegnamento ha aperto nel 2003 la Scuola
Professionale Balidhabene che opera in collaborazione con
l'Ufficio dell'assistente sociale della Diocesi di Jinja.
Padre
Emio Spinelli,
missionario del Pime, è in Bangladesh da quasi quarant’anni,
dove è circondato dai suoi “duecento ragazzi e ragazze. Vivono
con me, sono un po’ la mia famiglia: senza di loro non riuscirei
a vivere”. La sua missione è in un villaggio a Bhutahara e della
missione fanno parte oltre 40 villaggi dove c’è una piccola
comunità cristiana. “In missione vivo con tre suore bengalesi e
spendo il mio tempo visitando a turno i villaggi o ascoltando i
problemi della gente, senza discriminazione di razza o di
religione. Accanto al nostro villaggio ci sono altri villaggi
mussulmani o indu con tutti abbiamo cordiali relazioni: ci fanno
partecipi delle loro feste … Vorrei che in Italia imparassimo ad
avere maggior rispetto per le differenti fedi dei nostri
fratelli extracomunitari.”
Don
Antonio Perego,
salesiano, è nella missione di Sakania, all’estremo sud della
Repubblica Democratica del Congo, dove è incaricato della scuola
media superiore frequentata da circa 400 studenti. Una missione
che comprende anche una trentina di villaggi distanti anche più
di 120 km, la maggior parte dei quali poco abitati e
raggiungibili solo in bicicletta.
Ci
sono poi altre religiose e religiosi appartenenti a
congregazioni missionarie che, dopo una più o meno lunga
esperienza all’estero, ora sono in Italia, alcuni in modo
definitivo altri solo provvisoriamente, altri ancora per l’età
avanzata (suor Angela Cavenaghi e suor Irene Comi).
Padre
Efrem Tresoldi
è
rientrato lo scorso anno in Italia per assumere la direzione di
Nigrizia, il mensile della sua congregazione, quella
fondata da san Daniele Comboni. In precedenza era stato per
quattordici anni in Sudafrica (prima come componente della
Commissione di Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale
Sudafricana, con particolare attenzione alla giustizia
ambientale, poi come portavoce dei vescovi sudafricani e infine
come direttore della rivista comboniana Worldwide).
“Interessarsi su ciò che avviene in Africa o in altri continenti
– ha affermato padre Efrem - non è un optional per un ristretta
cerchia di addetti, è cosa doverosa per chiunque è consapevole
delle trasformazioni in atto nel villaggio globale che è il
nostro mondo.”
Don
Enrico Bertazzoli
dopo le sue esperienze con il Pime in Bangladesh e in Brasile, è
ora a Porlezza come collaboratore di don Angelo Viganò nel
servizio alla Comunità pastorale di quella località.
Don
Luciano Ghezzi,
terminato il suo servizio come responsabile della Casa del Pime
di Villa Grugnana a Merate, dalla fine dello scorso anno è
tornato a risiedere tra noi e si è offerto con generosità per
accompagnare e assistere la vita della nostra Comunità pastorale
“Famiglia di Nazaret”, in particolare della Parrocchia San
Giuseppe Lavoratore.
Non
possiamo certamente dimenticare don Sandro Spinelli che
periodicamente raggiunge il Brasile, dove è rimasta una parte
del suo grande cuore missionario. Attualmente don Sandro vive
all’Eremo di Varone, nell’appennino parmense.
Suor
Anna Mandrini
delle
Piccole Sorelle del Vangelo è a Bari, dopo aver vissuto per anni
ad Haiti.
Suor
Maria Noemi Guzzi,
insignita nello scorso marzo del Gelso d’oro, benemerenza civica
della nostra città, dopo i tanti anni passati in Kenia e Costo
d’Avorio, è stata rieletta economa generale e responsabile
dell’animazione missionaria ed ecumenica della sua
congregazione, le Piccole Suore Missionarie della Carità di San
Luigi.
Cesarina Assi,
della Compagnia Missionaria dei padri Dehoniani, dopo gli anni
trascorsi in Cile, a cui ha fatto seguito l’incarico di
amministratrice centrale del suo istituto, è ora nella casa di
Monguelfo in provincia di Bolzano. La sua Compagnia è un
istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è
diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico,
in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.
In
missione ci sono anche Monica Soldati e Giandomenico Di Sane,
non più residenti nella nostra città, ma ancora con
molti amici e conoscenti tra noi: una coppia di volontari laici
del Pime (ALP) che sta operando in Guinea Bissau nella gestione
di un orfanotrofio a Bambaran alla periferia della capitale
Bissau. Monica è cresciuta nella Parrocchia Madonna del Divin
Pianto e poi si è trasferita in un paese vicino. “La missione è
una cosa che avevamo dentro. Noi non abbiamo figli e il nostro
donarci per la missione è un modo per noi di realizzare la
fecondità che non abbiamo potuto realizzare con figli nostri.
Uno stimolo ulteriore è quello di lavorare in un orfanotrofio.
Tutto questo in un’ottica di fede, il motore che ci spinge in
queste direzioni.”
Cernusco sul Naviglio, 21 ottobre 2013
|