|
VISITA NATALIZIA ALLE FAMIGLIE:
CHIESTA ANCHE LA DISPONIBILITÀ DEI LAICI
Sino al 20
ottobre nelle tre parrocchie cittadine si raccoglieranno i
nominativi di laici disponibili a visitare, unitamente ai preti,
le famiglie in occasione del Natale. Come è antica tradizione,
nel periodo di Avvento, nelle parrocchie di rito ambrosiano,
come le nostre, i preti visitano le famiglie per incontrare le
persone, per portare la benedizione del Signore e per fare gli
auguri.
Le
dimensioni raggiunte dalla nostra città non consentono più ai
soli preti di visitare tutte le famiglie, tanto che si è
introdotta, da alcuni anni, una turnazione: un anno le famiglie
che abitano ai numeri pari delle vie, l’anno successivo quelle
ai numeri dispari. Per il prossimo Natale - anche a seguito
delle sollecitazioni poste dal nostro Arcivescovo, cardinale
Angelo Scola, nella lettera pastorale “Il campo è il mondo” - il
consiglio pastorale della nostra Comunità pastorale, dopo averne
discusso nel corso di più sedute, ha lanciato un appello ai
fedeli chiedendo la loro disponibilità per visitare, in coppia,
le famiglie, recitare insieme una preghiera e lasciare la
lettera dell’Arcivescovo.
Nelle
prime due domeniche di questo mese e sino al prossimo 20 ottobre
al termine delle Messe festive i laici disponibili a svolgere
questo servizio possono lasciare il loro nominativo. Durante i
giorni feriali invece si può segnalare la propria disponibilità
presso le segreterie parrocchiali nei consueti orari di
apertura. Successivamente, per tutti coloro che avranno dato la
disponibilità per questo servizio, nelle ultime settimane di
ottobre verranno proposti due incontri di formazione.
«Già
da alcuni anni - ha scritto don Ettore Colombo - non parliamo
più di “benedizione delle case” ma piuttosto di “visita alle
famiglie”: anzitutto perché ciò che è più importante non è la
casa, ma la famiglia che vi abita e, in secondo luogo, perchè il
gesto vuole essere un vero e proprio incontro della comunità
cristiana con le diverse famiglie che abitano sul territorio.»
Il responsabile della Comunità aggiunge poi che «“per questo
motivo è importante non lasciare il compito ai soli sacerdoti,
ma coinvolgere anche i laici in questo gesto “missionario”: solo
così si può manifestare il vero volto della Chiesa, che non è
composta solo da preti o dalle persone consacrate.» Don Ettore
chiarisce che «più alto sarà il numero delle persone che daranno
la loro disponibilità, maggiore sarà la possibilità di
incontrare tutti.»
Che
cosa ci si attende da questa iniziativa?
Discutendone in consiglio pastorale è stato messo in rilievo che
«se il parroco e i vicari, di concerto con operatori laici e
religiosi, visitassero le famiglie nelle loro case (“non la
visita rapida e fuggente per una benedizione più o meno
strapazzata”), potrebbero lentamente riaprire arterie e
capillari intasati da una certa arterosclerosi e far ricircolare
la comunione vissuta, in un luogo focale dell’umano: luogo delle
relazioni affettive, anche delle loro fragilità, luogo della
cura, luogo del ritorno umano e soggettivante dell’attività
lavorativa e professionale, con i suoi attuali problemi».
Cernusco sul Naviglio, 14 ottobre 2013
|