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Grandi assenti:
Consiglieri Comunali (quasi tutti) e Partitica locale;
Face-bookisti e blogger della serie “ci piace” ma non
vengo/non posso venire; Amministratori di condomini per
le esperienze dirette, Professionisti e Progettisti
sempre per le esperienze dirette nonché Esperti
antinquinamento dell’intellighenzia Cernuschese non
invitati o disattenti; Pubblico scarsino anziché no;
finalmente un momento adeguato commisurato alla gente
comune: cioè il soggetto che alla fin fine dovrà
sostenere gl’interventi e pagare per le “rinnovabili” e
suggerire concretezze come vedremo alla fine di queste
mie righe di commento.
Dati e studi:
Nessuna dispensa d’aiuto per quelli sulla CO2 (anidride
carbonica) e troppo scarni con numeri finali “assoluti”
senza dettaglio ne dimostrativo per come ci si è
arrivati (reiterazione di un vizietto) tanto da
sollevare più di un dubbio dovendoli valutare li per li,
seguendo le slides; mancata e più precisa correlazione
con le proposte del PGT tra il consolidato 7%
d’incremento della popolazione dal 2005 al 2010 e la
previsione, non argomentata o sottaciuta, sui futuri
3.000 abitanti pari al 10% nei prossimi 5 anni: un delta
che conferma le mie analisi documentate di crescita
molto sostenuto del PGT; l’impatto degli edifici
condominiali - anche di proprietà comunale - che
rappresentano la stragrande quantità dell’inadeguato
edificato Cernuschese (e nazionale in genere) del tutto
dimenticato nell’analisi il che, in un convegno del
genere, non è affatto positivo; parimenti negativa la
mancata disamina - che personalmente ritengo
fondamentale - su cosa conviene fare, razionalmente,
per primo: puntare sulla ristrutturazione
edilizia-funzionale complessiva degli edifici e/o solo
sulla parzialità delle “rinnovabili”? C’immaginiamo i
pannelli solari su un tetto tutto da rifare? Meglio o
più importante il vestito o il cappello? Sempre
personalmente non ho alcun dubbio su come procedere: una
questione tecnico-economica concreta molto forte che
allarga notevolmente la previsione di spesa degli
interventi indispensabili per un vero risparmio
energetico complessivo tanto più se correlato alle
peripezie di chi vive ed intende adeguarsi nei condomini
dov’è è risaputa la mancanza di soldi e senza
“autofinanziamento”: un problema che la Politica deve
farsi carico; da ultimo, nessuna menzione sul peso degli
oneri-costi generali che la Comunità si accolla per
rendere disponibili le “rinnovabili” sommate ai
“risparmi e rimborsi” fiscali e ai proventi scomputati
sulla bolletta. Le “rinnovabili” per ora sono una
possibilità per l’élite e per chi ha i soldini, anche
con sacrifici.
Diffusione, informazione:
se non ancora fatto, anche in forma sintetica, occorre
pubblicizzare il “patto dei sindaci” firmato a Bruxelles
nel 2009, per acquisirne il valore e diffonderne la
condivisione collettiva per l’impiego di energia
sostenibile.
Questionario inadeguato:
quello distribuito a rischio fallimento anche per
l’esiguità dei presenti e la loro resa. Un test senza
quorum sufficiente sperando che non si ripeta
l’esperienza minimalista delle interviste del PGT. Anche
qui, nel questionario, è totalmente elusa la questione
condominiale che valutata da sola rappresenta una fetta
notevolissima per acquisire conoscenze e orientare
indagini e proposte. Di questo occorre tenerne conto
nella pre-annunciata verifica edilizia, in loco, del
Politecnico. Mi chiedo se questa indagine, non la si
poteva abbinare a quella del PGT (stato di
fatto-morfologia dell’edificato-soglie storiche degli
immobili) sperando che siano state compiute. Un
questionario che non può prescindere da una migliore e
più attenta distribuzione-diffusione anche via web,
compilabile davvero, questa si, on-line!
Trasparenza ed onestà:
auspico che i dati sulle “rinnovabili” e sugli obiettivi
siano compilati in modo indubitabilmente onesto e
veritiero e senza nessuna paura di dire come stanno le
cose, lo richiedono trasparenza ed etica. Per capirci,
sulla stessa lunghezza d’onda, come ha candidamente
ammesso con onestà intellettuale degna della stirpe, il
Consigliere Comunale Erica Spinelli a proposito delle
“rinnovabili” di casa sua: se ho ben capito il
“termico”, a differenza del “fotovoltaico” con dati
concreti alla mano e per via della latitudine
Cernuschese e orientamento del fabbricato, non appare
remunerativo con spesa di dubbia convenienza. Il che val
ben di più di qualsiasi relazione o proposta
tecnico-commerciale che i venditori, invece, se ne
guardano bene dal dire fino in fondo: idem per
gl’istituti filo “rinnovabili”.
Conclusioni:
positiva l’iniziativa e l’idea conduttrice; da
migliorare nei contenuti
tecnico-espositivi-partecipativi (!). Una strada non
impossibile in linea con le aspettative del convegno:
“La città sostenibile, le azioni dei cittadini e di
strategie delle istituzioni verso la cultura della
sostenibilità”. Servono azioni propositive più
approfondite e concrete per centrare, aiutare e
convincere la gente senza dimenticare l’edificato
condominiale Comunale, il primo a dover dettare
l’esempio. Obiettivi che una Pubblica Amministrazione si
deve porre e tenere sempre presente per raggiungere una
migliore qualità della vita: un valore intrinseco anche
senza il protocollo del “patto” comunitario.
Ricomprendendovi, oltre alla CO2, il PM10 e simili.
Qui si giocano i futuri destini Amministrativi della
nostra Città e, bene sommo ancor più importante, la
nostra salute-sopravvivenza se è vero che in Lombardia
l’inquinamento accorcia la vita di ciascuno di noi 16
mesi; lo si rapporti ai quasi 10 milioni di abitanti:
l’esito è spaventoso.
SERGIO POZZI
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