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PRG e PGT “A TUTTO TONDO”

 

Non avendo la disponibilità completa del PGT, l’unico atto ufficiale che conta rispetto alle veline preliminari, prendo per buono quello che riesco a spulciare attraverso le notizie e le dichiarazioni pubbliche post-adozione. Per taluni quesiti cerco di immedesimarmi nella gente comune per quello o per quanto si possa capire stando da “questa parte”. In particolare mi soffermerò sui sempre discussi e contrastanti valori plano – volumetrici (i rapporti fra superfici e volumi edilizi che interagiscono con il cosiddetto trend (andamento) della popolazione oltre al “dimensionamento” di un qualsiasi Piano generale. Con una breve necessaria premessa.

Nella conferenza pubblica di metà mandato (29 ott. 2009) l’ultima alla quale ho inteso partecipare poi stop, a seguito di mia richiesta o reiterato “pallino” sui dati edilizi e urbanistico degli ultimi anni indispensabili per capire la bontà delle scelte del nuovo PGT che ne è intrinsecamente legato (ben più importanti della lunghezza dei marciapiedi e simili) il Sindaco affermò che per acquisirli “non poteva fermare gli Uffici Comunali”.

Ho già commentato questa affermazione su C.I. con “Pressione Antropica” del 6 nov. 2009. I dati c’erano, non potevano non esserci. Ne va della credibilità sia dell’Istituzione sia del progetto. Perché non erano messi a disposizione nonostante il PGT fosse in dirittura d’arrivo, resta un mistero. Ipotizzo, forse provocatoriamente, che ci sia un nesso riconducibile ai rapporti di forza per contratti elettorali in disfacimento e attinenza con il previsto abbandono dell’Assessore Mandelli che, guarda caso, è avvenuto il giorno prima del dibattito consigliare sul PGT. Sarebbe già qualche cosa perché non trovo altra valida giustificazione. Tutto il contrario dall’essere “a tutto tondo” citazione cara e usata ogni tanto dal Sindaco. E che dire della “sculacciata” nei miei confronti, stile bambino impertinente, per aver osato tanto? Non poteva ne può durare, nel merito e nella forma.

A scanso di equivoci, preciso che il problema era stato da me sollevato un’infinità di volte anche prima dell’era Comincini. Per esempio il 15 feb. 2006, su C.I. è apparso “Chi a paura di Virginia Woolf”, sempre sulla mancanza di dati, al quale ha fatto seguito una risposta “assicurativa”, di fatto inconcludente, dell’allora Assessore-meteora Collio.

L’Assessore Marchetti dichiara, ora, che i dati ISTAT dei titoli edilizi rilasciati tra il 2000 e il 2007, assommano a un “milione” di mc. di volumetria residenziale. A parte la sovrapposizione di numeri e date più o meno coerenti con la cogenza del PRG fino all’avvento del PGT, da sempre sostengo che la statistica ISTAT per le volumetrie, è fuorviante, distorce i valori e porta a deduzioni erronee, oltre a soffrire di comunicazioni sbagliate o incomplete. E’ fatto notorio e lo potranno confermarlo gli Uffici di Piano Comunali e gli Urbanisti. Siamo punto e a capo coi dati sballati? Inammissibile.

Meglio e più correttamente si dovevano usare i valori dei volumi edilizi prodotti dall’effettivo “concesso”. Infatti, il “concesso” che conta davvero nei rapporti edilizi e urbanistici, è altra cosa rispetto ai dati ISTAT. Una mia personale statistica, che va dal 1982 al 1992 e che compara i valori ISTAT comunicati con il “concesso” licenziato effettivamente, determina uno scarto del 29,85%. Il  che comporterebbe 300mila mc., da sottrarre al “milione”. L’Istituto Nazionale, ne fa solo una questione “quantitativa” comprendendo l’’interrato: nulla a che fare con gli indici edificatori del PRG. Marchetti ha tenuto conto di questa forte dicotomia?

Sempre per la gente comune, mancano informazioni più comprensibili quali il numero di vani, le stanze abitabili, gli abitanti sia rapportati al “milione” volumetrico sia comparati ai calcoli teorici e capacitativi previsionali del nuovo PGT. Spero che anche questi valori siano resi pubblici. Meraviglia davvero che al popolino, non siano stai tradotti né comunicati con una semplice tabellina al posto di numeri astrusi. In questo frangente ufficiale Marchetti è troppo avaro di numeri e comparazioni probanti. Si dirà che il PGT li riporta da qualche parte: ci mancherebbe. Ma come si fa (o si è fatto) ad affermare e richiedere la compartecipazione della gente in questo modo? La gente comune potrà o dovrà acquisire il PGT completo per “capire” le questioni base che avrebbe già dovuto conoscere?

Nel campo della pianificazione urbanistica, atto sempre complesso e difficile, i dati e i valori rappresentano il nodo centrale perché non sono mai numeri aridi. Sintetizzano le scelte e supportano tesi, comprese le ideologie. Più convergono più il piano è azzeccato. Molti, troppi fanno confusione e comparano volumi con superfici; aree zonizzate (i terreni edificabili) con le superfici dei fabbricati. Mele con patate. Personalmente non sono nemmeno in grado di valutare se da una parte si aggiunge e dall’altra si toglie strumentalmente per fare apparire un “meglio” irreale. E le zone di espansione? Nell’ Assemblea pubblica del 24 gen 2009, l’arch. Longo dichiarò che non ce ne sarebbero state: un bell’azzardo. E si che quell’Assemblea era chiamata “conclusiva”. Poi ci si accorse che mancava il VAS, roba da niente. E’ già purtroppo accaduto che il Comune (istituzione) pubblicasse dati edilizi cervellotici e ridicoli (vedasi Semplice C.C. del marzo 2004 dell’era Cassamagnaghi-Mandelli). Confido che non si ci sia un replay così insulso.

Il campionario dei dati ufficiali che appare su C.I., anche da fonti diverse (ma forse è sempre quella e unica) è emblematico, misero, insignificante. Mi si osserva che parlo difficile o cerco il pelo nell’uovo. Che significato ha affermare che “Il PGT fissa, per i prossimi dieci anni, una quantità d’interventi edilizi pari a poco meno del 40% rispetto a quella fissata dal vecchio PRG, per le funzioni residenziali (88.400 mq contro i 230.226 mq allora indicati)” oppure “L’insieme delle previsioni del PGT con consumo di suolo comporta, per il prossimo decennio, una quantità inferiore a quella non attuata dalle previsioni del PRG in ragione del 40% circa (107.000 mq di Superficie Lorda di Pavimento, di cui 59.000 mq di edilizia residenziale,contro 178.000 mq.,  di cui 51.000 per usi residenziali)”.

Chi ci capisce? E’ questa la ricompensa e unica spiegazione alla gente comune? Mastico urbanistica da anni, anche se non sono aggiornato. Si pensa davvero che ricorrere ad una pubblicità comparativa di questo livello sia sufficiente? A chi giova un linguaggio involuto, ostico e che obbliga a conteggi deduttivi incomprensibili? Sempre troppo lontani e distanti dal pensiero della gente. Così come è totalmente avulsa da questi dibattiti la cosiddetta l’intellighenthia nostrana.

Non dubito che il PGT sia strumento diverso dal PRG, come ribadisce Marchetti. Ricordo però, perché dimostrabile dai documenti di allora (anche se altri dovrebbero sostenerlo) che l’approccio culturale che portava al primo vero PRG della nostra città (quello del 1984) era molto simile a quanto si vede ora nel PGT, dati a parte. Metodo partecipativo-collaborativo compreso in aggiunta al Programma Pluriennale, al Piano delle Risorse, Al Piano Produttivo e alla Normativa tecnica. Con l’aiuto dell’anagrafe, si contarono gli abitanti uno ad uno, strada per strada, comparto per comparto. Si computarono i volumi del “consolidato” edilizio con l’analisi dettagliata del “concesso” singolo e dei Piani e Programmi esauriti o in itinere. Ricordo poi che gli obiettivi preliminari al PRG furono votati unanimemente dal Consiglio Comunale. Così come, per le consultazioni, furono coinvolte rappresentanze, associazioni, enti e istituzioni, volontariato e sociale, sindacati e … parrucchieri. La storia urbanistica di una città la si deve leggere anche in modo più completo, equilibrato e rispettoso e, dove vale la pena, attingervi.

Come per tutte le cose, ci sono e sempre ci saranno tanti modi di progettare un PGT.  Così come c’erano tanti modi di progettare un PRG. Il problema sta nel tenere la barra a dritta, nonostante gli appetiti mattonari. Di un fatto sono sicuro: se il “milione” di mattoni fosse confermato, si deve dare atto che è stato già ruminato dalla città nonostante fosse indigesto. Ciò significa che il tessuto urbanistico era molto ma molto sano avendolo smaltito, ancor prima dell’avvento del PGT. Altrettanto, sono certo, che il nuovo PGT utilizza e beneficia, dopo venticinque anni, delle matrici positive di quel PRG. Dovremmo esserne contenti, ma qui glissano tutti o quasi. Marchetti sostiene, con passione, che i forti volumi cassati recentemente hanno permesso questo progetto di PGT. E’ senz’altro un merito. Ma cosa dovrebbe accadere se venisse confermata la forte dicotomia coi valori ISTAT? Coerentemente dovrebbe rivedere il PGT appena adottato: sarebbe “piaciuto” di più. Ecco che torna la questione sui dati veri.

Le eredità “istituzionali” non possono mai essere ignorate ed è onestà intellettuale citarle. Non solo per gli errori più o meno grandi, ma anche per le buone scelte, ultimo PRG compreso. Non si salva niente del passato che ha permesso di gestire bene il nuovo? Il bambino, nell’acqua sporca, va tenuto. Un confronto mancato, una possibilità persa, una visione circoscritta.

Spero che, fra qualche anno, invece degli eccessivi “ci piace”, si possa semplicemente citare il detto dell’antichissimo popolo Masai “Trattiamo bene la terra sulla quale viviamo, essa non ci era stata donata dai nostri padri, ma solo imprestata dai nostri figli”. Ecco perché resto scettico sulle dichiarazioni di voto zeppe di “inni, fascinni e peana” come scriveva il mitico Giuan Brera a proposito dello sport solo straparlato, non giocato ne partecipato. A prescindere dalla bontà del PGT, preferisco la concretezza e l’onestà dei dati veri. Del resto basta ricordare l’ultimo PRG. Qualcuno, all’ora all’opposizione ora sul carro, in sede di dichiarazione di voto si astenne. Evidentemente quel progetto non era malaccio…

Se il “milione” dichiarato corrisponde al vero, il PRG era indubbiamente cannato. La volumetria residenziale stimata era, infatti, di 426mila mc. (senza i P.I. e senza il PA20 e gli aggiuntivi). Com’è possibile che nei fatti ci sia stato un così totale e completo stravolgimento? A mio avviso non ci sono che tre possibilità. Marchetti, oltre all’ISTAT, sbaglia le somme / Sono state rilasciate concessioni edilizie al di fuori di ogni normativa / Il PRG diceva una cosa ma ne rendeva concreta un’altra. Propendo per quest’ultima tesi ritenendo che l’inghippo si annidi nei parametri di calcolo della “capacità ricettiva residenziale teorica” del PRG. Alcuni di questi parametri (legittimi) non coincidono con la realtà sul campo. In particolare i valori sul “consolidato” (l’edilizia esistente) e sullo “sviluppo” (l’edilizia in espansione) con la proporzionale 150 mc/abitanti/vani.   

Già sette anni fa, basandomi solo sulla teoria (senza dati concreti) ne stimai gli effetti negativi con lo studio “Mazagao - La città che attraversò l’Atlantico”. L’azzeccai.

Se avrò tempo e voglia di esaminare le carte del PGT e se davvero non trovassi traccia dei valori edilizi veri sul “consolidato” e sul “concesso” e loro rispettivi Piani e Programmi su cui si sono appoggiati ai fini della pertinenza con lo strumento urbanistico, non mi resta che consigliare di darsi da fare subito. Sia per rimediare alla lacuna sia in vista delle osservazioni. Non lascerò cadere la questione. Comincini dovrà “fermare” gli uffici. Altroché. Non perché lo richiedono le mie tesi ma per dare credibilità al “suo” PGT.

In questa città, da 18 anni a questa parte, perdurano esigenze insoddisfatte e mancanze croniche di dati e valori edilizi inconfutabili oltre al vizietto di dimenticare il passato positivo di chi ci ha preceduto nonostante qualche lodevole eccezione. Valori e computi mai a “tutto tondo”. Valori e computi che i Dirigenti e Funzionari dovrebbero garantire sempre per dovere professionale, senza necessità di bloccare le altre attività.

Cui prodest?

SERGIO POZZI


 

CernuscoInsieme non si assume nessuna responsabilità legata al presente comunicato

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