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PRESSIONE ANTROPICA  

Nel documento di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) reso disponibile in vista del P.G.T., al Cap. 5.7. “Popolazione e salute umana” si conferma che “La popolazione rappresenta una variabile fondamentale nella valutazione ambientale e strategica di un P.G.T. La popolazione è allo stesso tempo soggetto che genera impatti negativi sull’ambiente urbano, consumando risorse e muovendosi nel territorio, ma anche soggetto che subisce le esternalità negative legate alle attività umane. La dinamica demografica è dunque variabile determinante degli impatti potenziali dell’ambiente nel lungo periodo, così come lo stato di salute della popolazione contribuisce nella misura del grado di sostenibilità e di qualità della vita in città”.

Poco oltre, il V.A.S. tratta la questione della “pressione antropica” - cioè l’impatto che esercita l’uomo su un determinato ambiente attraverso le sue attività - che genera la popolazione sul territorio Comunale E qui mi fermo per non abusare della pazienza di chi legge anche perché mi pare chiaro e più che sufficiente per le mie tesi.

I dati sulla popolazione, il suo evolversi, la sua crescita o decremento, il saldo naturale, il saldo migratorio sono tutte questioni che reputo strettamente connesse all’attività edilizia che ne condiziona sviluppi o inviluppi e loro variabili e dove la “pressione antropica” potrebbe trovare più precisi riscontri, sono elementi intrinsechi ed inscindibili dal progetto pianificatorio territoriale, da qualsiasi ipotesi di piano o programma urbanistico. Non è un mio reiterato pallino: lo richiedono gli stessi documenti Comunali appena citati. Saranno poi gli Urbanisti, gli Uffici di Piano, gli Analisti ad approfondire ogni questione e darci le risposte “tecniche” del caso mentre resterà alla politica locale – se lo riterrà - individuare meriti o demeriti, oltre che a porre correttivi o variabili ai trend di crescita e sviluppo secondo il proprio credo culturale ed amministrativo. Dati che possono interessare anche per semplice curiosità o passione come per il sottoscritto. Dove Sono queste analisi dettagliate e pertinenti anche per soglie storiche?

Orbene, nell’assemblea pubblica di metà mandato di giovedì scorso apprendiamo dal nostro Sindaco, purtroppo ma finalmente, che questi dati “non sono disponibili e che non si possono fermare gli uffici per raccoglierli. I dati potrebbero anche servire ma io vado oltre e non m’interessa chi ne era responsabile nei rispettivi periodo amministrativi”. Come se fosse stato questo lo scopo della mia interpellanza. Un’ interpretazione del tutto riduttiva ed ingiusta nei miei confronti. Risposta che più in generale si commenta da se e che evidenzia forte contraddittorietà. Delle due l’una: i dati fondamentali servono o non servono? Se sono determinanti come affermano altri ogni elusione è puerile ingiustificata ed ingiustificabile. A meno che si preferisce fornire dimensioni e misure su quanti mq. di … marciapiedi sono stati realizzati o sulla …. lunghezza delle piste ciclabili. Una ricerca quest’ultima che avrà pur impegnato qualche risorsa umana… Una scala di valori che respingo totalmente dato che questi ultimi fanno parte dei doveri amministrativi, non dei meriti. Comunque dati che vengono molto ma molto dopo a quelli fondamentali e determinati indispensabili ma dichiarati indisponibili per ragioni pretestuose o incomprensibili.     

Confesso che un’affermazione del genere mi ha totalmente esterefatto: spero solo che sia stata una defaillance momentanea per la troppa “pressione antropica” della serata, quasi tutta posta sulle spalle del nostro Sindaco.

Voglio sperare – ma ne sono quasi certo – che invece i dati ci sono e che gli Uffici Comunali o gli stessi progettisti del P.G.T. - come hanno affermato negli incontri dello scorso anno – ne sono in possesso ancorché sottaciuti. A chi giova questa bugia? Come credere che il Sindaco non è davvero a conoscenza che i dati ci sono? Sarebbe preoccupante se non ci fossero a più di trent’anni dall’avvento dell’informatica. Sarebbe inaccettabile che gli Uffici Comunali non siano in grado di elaborarli e di renderli disponibili: roba da rivoltarli completamente augurando buon lavoro al nuovo Dirigente. Senza i dati, come si potrebbero predisporre le Relazioni Programmatiche e i Bilanci comunali? Come si potrebbe far fronte alle obbligatorietà delle compilazioni ISTAT? Come si potrebbe presentare una qualsiasi pratica edilizia senza la scheda riassuntiva già compilata dal Progettista? Come si effettuerebbero i calcoli degli oneri urbanizzativi senza i dati plano-volumetrici? Come potrebbe lo stesso Consiglio Comunale dettare gl’indirizzi generali per la città? O è impossibile fare anche semplici somme? Incredibile l’affermazione del Sindaco.

In questi giorni – come ciclicamente avviene per la grip stagionale sperando che non sia l’N1H1, si assiste alla solite manfrine riguardo le “responsabilità” sul concesso edilizio: Mattonaro! Palazzinaro! Cementificatore! C’è chi difende a denti stretti il proprio PRG e c’è chi giustifica sontuosi Piani Programmi edilizi “concordati” fatti in variante o deroga! C’è chi spara statistiche cervellotiche peraltro mai smentite e c’è chi si arrabatta in quiz fotografici per indovinare di chi sono le gru più alte!  C’è perfino chi ri-fotografa le gru per enunciare che le sue sono più basse! C’è chi propone il rito delle dieci-domande-dieci su questioni e accaparramenti di meriti amministrativi passati o recenti: nessuno che se le autopone per le proprie cannate. Nessuno che affonda davvero la questione fondamentale da me sollevata e che metterebbe la parola fine alle invereconde schermaglie paesane di bassissimo profilo. Si polemizza per la primogenitura di una piazza (Ronco) e per contro “non interessano le responsabilità pianificatorie del passato” ben più importanti? In tutto questo c’è qualcosa d’ incomprensibile e che non mi torna.

Ho posto poi il quesito sulla sicurezza delle piste ciclabili pericolose – solo quelle che rasentano gli accessi e carrai condominiali senza interstizio – e ricevo risposta che mi “ridicolizza”.

Non ho potuto porre altri tre quesiti che avevo in mente per via della piega assurda data alla discussione, tanto da farmi pensare seriamente a “togliere il disturbo” per sempre ma non prima d’aver chiesto:

-        a quando la risposta alle “osservazioni” preventive al fantomatico studio preliminare del PGT proposte dall’Amministrazione precedente? Non è l’attuale Amministrazione (non tizio, caio o sempronio) in quanto istituzione, che ha il dovere di rispondere comunque? Oppure l’istituzione è tirata in ballo solo quando fa comodo?

-        che fine ha fatto la questione preminente e di “giustizia sociale” riguardo la gestione case comunali (spese, affitti, requisiti) previste dal tanto sbandierato programma elettorale totalmente dimenticato nel rapporto del Sindaco fra una sciorinatura e l’altra di dati inutili?

-        come giustificare agli elettori, fuori del tutto da ogni programma elettorale, i 300 alloggi previsti per gli studenti universitari con un “peso” nettamente superiore ai paventati risparmi energetici o consumistici e alla faccia della “pressione antropica”?

SERGIO POZZI     


 

CernuscoInsieme non si assume nessuna responsabilità legata al presente comunicato

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