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Al
Camposanto non mi accompagna la bellissima canzone della
P.F.M. Mi sopravviene invece un senso di abbandono e di
trascuratezza di questo luogo. Certamente il più
sentito, fra i più cari e frequentati dai Cernuschesi.
Vialetti mal sistemati. Ghiaietto irregolare. Erbacce
che crescono spontanee, soprattutto fra gl’interstizi
delle tombe. Reliquati mal tenuti. Mancata decente
sistemazione degli esiti delle esumazioni (formelle
fotografiche). Cappelle pericolanti da anni con “vietato
entrare”. Tombe abbandonate. Alberature già ammalorate,
mai sostituite. Campi mal numerati. Depositi di cantiere
perenni. Esiste ancora l’obbligo della numerazione
progressiva di campi e tombe? Impianto elettrico
volante. Affreschi del “Felicino” del tutto scomparsi.
Manutenzioni ordinarie e straordinarie inesistenti o
quasi. Non si tratta di fare le pulci. Ma forse con
l’avvento della “festa dei morti” si metterà, come ogni
anno, una pezza. Certamente si coglie l’assenza di un
minimo di controllo e/o d’interlocutori presenti a cui
segnalare fatti e situazioni. O dobbiamo ricorrere all’URP
Comunale, compilare moduli e attendere risposte?
Domenica scorsa, con spudoratezza, alcune “zingare” si
erano posizionate perfino sui gradini della Cappella
Centrale. Se personalmente tollero la questua agli
ingressi, non altrettanto nel cuore del cimitero.
Vedendole, una signora anziana ha dato fuori da matto
con eccesso di zelo fin troppo rumoroso. Ma il suo
rammarico vero stava nella mancanze di
controllo-vigilanza. Come darle torto?
SERGIO POZZI
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