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Anche un osservatore disattento non poteva non
accorgersi, nella contemporaneità degli avvenimenti, la
diversità di composizione umana concentrata nelle due
piazze cittadine – Matteotti e Unità d’Italia – di
venerdì scorso 25 maggio, alla chiusura della prima
parte della campagna elettorale. Mancava la piazza del
bruco, esauritasi prima e gloriosamente ad Atene.
Sotto il gelso in “Tiennammen-Matteotti”.
La fantasia senza frenulo di qualche portavoce di
partito, aveva oracolato, non da Delfi ma da Cantù, la
presenza di Comintern, guardie rosse di Mao, vietcong di
Ho-Chi-Minh, barbudos emuli del Che col basco stellato
che “dialogano in bicicletta” nella pampas
pietro-cernuschese fino a rinnovati catto-sacerini
infoiati di “rosso”. Figuri “sinistri” tesi ad
impossessarsi di un Comune governato da sessant’anni a
questa parte da “centristi”. Almeno così dice l’Oracolo.
Non senza contare rappresentati di Associazioni che
avendo tirato il gruppo per anni e anni ora, per le
elezioni, si trasformano in feroci strumentalizzatori e
coercitori di animi dei loro associati subalterni,
eunuchi di idee. Così sentenzia ancora l’Oracolo di
Cantù, aspirando il fumo del turibolo generatore del suo
furore profetico.
Si vede che Pirola, Trabattoni, Farina, Spinelli, ecc.
ecc. ex sindaci, non hanno mai avuto incidenze tipiche,
allora diffusissime, del “basico-marcora” quindi
“sinistre” o non hanno mai governato coi
socialisti-socialdemocratici-repubblicani, anche quando
la maggioranza era assoluta. Ci mancherebbe che, nella
vita, non si possa cambiare idea, anzi. Solo gli stolti
non la cambiano mai (M. Youcenar). Ma resta una realtà
storica inoppugnabile che l’Oracolo di Cantù ignora del
tutto, per non recondite ragioni. Se la poteva far
spiegare (la storia) da comuni stimati e per me
indimenticabili amici di vita che, politicamente, gli
stanno accanto. Poteva fare un giretto, quella sera,
nella “piazza rossa”: avrebbe visto famiglie, bambini,
anziani, adulti, piccoli, grandi tutti mescolati,
colorati, allegri, sorridenti li per fare festa ed
incoraggiare il penultimo sforzo del loro candidato,
etichettato da chi ha carenza di materia grigia, a
surrogato del leader-maximo castrista. La serata,
iniziata coi risotti del Lucio-Asso in cucina, è
culminata con il “tutti in piedi col libretto rosso”
scandito e teso contro il cielo plumbeo, mentre i
bambinetti si toglievano il ciucciotto e i vecchietti si
fissavano la dentiera traballante. Una scena davvero
imperdibile vedere mamme nonne bambini col “pugno
alzato” e che un (dilettante) amante della fotografia
come il sottoscritto, non poteva assolutamente perdere e
documentare per (non) confermare le tesi dell’Oracolo e
di chi, come lui e su questo, raschia davvero il fondo.
Sotto la tromba in “Alexsander Platz-Unità d’Italia”.
Non c’è molto da dire. Tutto perfetto. Tutto a punto.
Tutti ingessati e compatti in smoking. Tutti nel phisic
du role. Imprenditori, professionisti, commercialisti,
immobiliaristi, ecc ecc. Vuoi mettere la sera prima
nella stessa piazza, non del Parnaso, l’omphalos delle
ballerine “colombiane” semi-velate accompagnate
dall’ossessiva musica della danza del ventre? Vedere il
video su internet per credere!
Da una parte il popolo rosso, dall’altra
l’establishment? Su una piazza i poveracci, sull’altra
la nomenklatura? Di la chi tira la carretta, di qua chi
se la fa tirare? O forse il popolo Cernuschese è più
indipendente e libero da dogmi o etichette? Ciò che
importa è che il buon Dio ha pensato di lavacrare tutto
con la benedetta pioggia, almeno per quella sera. In via
Barnabiti succede il miracolo. Bellissimo. Ne parapiglia
del fuggi fuggi, gli umani s’incrociano e si mescolano
senza volerlo. Inscindibilmente, da uscirne
transustanziati. E’ materia che l’Oracolo di Cantù
dovrebbe conoscere bene e che, in coerenza con le
pagliuzze altrui, era meglio non dispensasse per qualche
mesetto.
Gli operai,
quando si trovano, giocano a calcio.
I capi, quando si trovano giocano a tennis.
I dirigenti, quando si trovano, giocano a golf.
I politici, anche se non si trovano, giocano con
palloncini gonfiati e biglie.
Quando più grande è il potere, tanto più facile è
sbagliare le palle!
SERGIO POZZI
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